220 MOSTAR. per vie quasi clandestine, solo qua e là mostrandosi in placidi specchi alla luce del sole: non un filo d’ erba, non una pianta su quelle sponde ; neppure un rovo, nè uno spineto ; solo le chiazze nerastre del lichene per variare la tinta degli scogli. Ora io avevo in mente la favola del Fuoco, V acqua e V onore, nella quale avevo appreso fin da bambino di cercare 1’ acqua colà dove vedonsi ontani e pioppi e simili arbori, dove 1’ umidità dà vita alla vegetazione. Una volta trovate le chiare, fresche e dolci * v acque fra quelle balze degne d’un paesaggio infernale, non le volli più lasciare. Le bellezze del fiume mi fecero a lungo dimenticare l’uggia del-1’ abitato rovente e polveroso. — La parte della città sulla riva destra è molto più piccola, ma incomparabilmente più pittoresca che quella sulla sinistra : la torre d’ingresso al ponte è da quel lato ancora in piedi coll’ arco della porta che serviva a chiudere il passo ; un poco sopra il ponte, si scarica nel fiume un torrente per diverse cascate grandi e piccole, che coll’ andar dei secoli rimbalzando e rodendo i massi vi hanno prodotto i più bizzarri accidenti ; qui il fiotto, precipitando a ventaglio da grande altezza, si è scavato un bacino perfettamente circolare, come la mano di Giotto o il compasso non avrebbero saputo disegnare con maggiore esattezza ;• altrove 1’ acqua scivola e stende