307 leotti. • Quantunque montenegrino, era vestito anche lui alla europea; lasciati i Crivosciani a Zara, FArciduchessa Carlotta avvicinandosi a Trieste non presentava nulla di orientale fra i suoi numerosi passeggieri. Invece la solita commedia delle nostre città : un grosso Sloveno il quale sosteneva che a Venezia non c’ è nulla di bello fuori che la Piazza ; molti giovinetti e giovinotti dalmati diretti alle scuole di Trieste e alle università austriache ; un giovine marito che aveva abbandonato moglie e figli per correr dietro a una vedova già innanzi sulla via del tramonto ; donne che si lagnavano del mal di mare nel traversare la bocca del Quarnero, della bòra nel golfo di Trieste, e dei figliuoli disobbedienti quando taceva il vento e il mare era tranquillo ; una sgualdrinella che prese terra a mezzo viaggio per guadagnarsi la nottata, calcolando che qualche altro protettore l’avrebbe poi mandata a destinazione.... Come appare scolorito e plateale il nostro solito mondo civile, dopo aver passato qualche tempo in paesi alquanto rozzi e salvatici, ma che conservano la loro particolare fisonomia ! Per quanto sensibile alla cara impressione del ritorno in patria, mi rincresceva di avere già risolto in poche settimane quel problema di curiosità che mi aveva spinto alle terre incognite della Nuova Austria ; provavo lo stesso sentimento di so-