202 MIUTjER-POST. O automa dentro la porticina del minareto di Konjitza, aveva appena terminato di annunziare la preghiera del mezzogiorno. Konjitza è una grossa borgata, con un paio di moschee, un convento ortodosso e un bazar ; ora decaduta, ebbe in addietro discreto commercio di transito, dovuto al ponte che ivi è gettato sulla Narenta: giacché fino al 1872 tutto il traffico fra la costa adriatica e l’interno della Turchia si faceva a dorso di cavallo, e tutte le carovane passavano di lì. Il ponte è veramente bello e grandioso ; che sia solido nessun dubbio, poiché resiste da molti secoli ; ristaurato dai Turchi, e da essi ornato d’iscrizione, è opera probabilmente romana, come 10 sono senza dubbio gli altri due di Mostar e di Buna nella stessa valle della Narenta : una grande strada militare e commerciale romana risalendo 11 fiume metteva in comunicazione l’Adriatico colla regione danubiana. Come in Italia e in Germania la leggenda popolare del medio evo attribuisce al diavolo parecchi ponti di straordinaria arditezza, così la leggenda classica attribuiva a Traiano gli antichi ponti dell’ Erzegovina. Oltre quelle che a lui furono realmente dovute, gli vennero attribuite quasi tutte le grandi opere stradali romane fra l’Adriatico e i Carpazi; allo stesso modo che Ercole personificò le pyme lotte della civiltà greca,