282 LA GUERRA ALL1 ITALIANO. le usanze comuni a tutti i paesani dalmati di razza slava. Le cattedrali di Zara, di Sebenico, di Traù, il campanile di Spalato, gli scavi di Sa-lona e sopra tutto il palazzo di Diocleziano : ecco ciò che cercavo : tutte cose che appartengono al mondo sereno della contemplazione, che sono estranee alle passioni di noi viventi, al tumulto dei pubblici interessi. Vidi quello che cercavo ; ma nello stesso tempo fui soggiogato da ben altre e dolorose preoccupazioni ; e credo che nessun Italiano, il quale ora visiti la Dalmazia, vi possa sfuggire. Si può dire che per mezzo di Roma e di Venezia la Dalmazia, a traverso tutta quanta la storia, sia stata una dipendenza italiana ; la sua civiltà è italiana, le sue città sono italiane e parlano l’italiano. Ora, al di fuori di qualunque cupidigia o ambizione politica, non dovremo noi commuoverci, vedendo la guerra che si muove accanita a tutto quello che di italiano sussiste in Dalmazia? Le circostanze del nostro paese e dei tempi che corrono giustificano senza dubbio il governo che si astiene da qualunque atto d’ingerenza in ciò che riguarda gl’ Italiani sudditi di potenze colle quali ci conviene mantenere la pace ; ma ai privati è concesso di sentire col cuore e di manifestare il sentimento. Sarà forse una fatalità politica che dalla Dalmazia venga estirpata a viva forza l’ita-