MUNICIPIO E CHIESA. 183 la sua sede di Serajevo, riducendosi a vivere presso questo e quello dei conventi. Frattanto l’Austria, d’accordo colla Santa Sede (cui pure conveniva di sostituire la propria diretta autorità al predominio d’ un solo ordine religioso), preparava una nuova sistemazione ecclesiastica ; e quasi per abituare i Cattolici a guardare al Vaticano, favorì il pellegrinaggio a Roma in onore dei santi Cirillo e Metodio, i grandi apostoli della razza slava. — Così quest’anno (1885), ricorrendo il millesimo centenario di quei due santi, l’Austria si sforza di trattenere, in casa i suoi Slavi alle feste cattoliche, mentre la Russia vorrebbe attirarli a Mosca e alle feste ortodosse. — Contemporaneamente si procurava l’immigrazione dei Trappisti, di suore tedesche e di suore croate, che stabilivano così una concorrenza ai Minori Osservanti anche nel campo del monachiSmo. L’ Austria e il Vaticano non penarono ad intendersi : il 14 gennaio 1882 la rivoluzione nella Chiesa cattolica di Bosnia si potè dir consumata. Per P addietro il vescovo vicario apostolico era, secondo un turno fisso, il superiore d’uno dei tre principali conventi francescani, di Phoinitza, di Kretschevo e di Suti^a. In quel giorno monsignor Stadler, slavone di nascita, professore di teologia dogmatica alla croata Università di Zagabria, ragguardevole per capacità e non comune coltura,