21G MOSTAR. Dopo tutto, ad onta della Nuova Austria, c’è ancora molto di originale, di singolare, tanto in Bosnia quanto in Erzegovina, per i pittori di paese e di genere : ma facciano presto, se vogliono studiare quella più prossima plaga del mondo orien- ' tale ; giacché resta la natura, ma l’Austria, non contenta di aver occupato il paese e di amministrarlo a suo piacimento, già comincia a trasformarlo. L’antico ponte di Mostar, dopo avere servito tanti secoli, da pochi mesi non serve più al commercio ; la nuova strada resta sulla sinistra della Narenta, e lungo essa strada si concentra tutta la vita attuale della città, 1’ unico albergo, i caffè, le botteghe, il fotografo, la posta, gli uffici, meno il comando militare, che ha preso posto sul colle, nel-l’antico konak; questo un tempo era stata una ròcca ben fortificata, quando i Turchi e i Veneziani si disputavano il dominio della costa adriatica; ora ha perduto anche l’ultimo onore di posto fortificato. La nuova strada corre alta, a mezza costa del colle. Fra essa e la strada vecchia e bassa, scendendo un poco, ci si ritrova a un curioso quadrivio, dove c’ è quello che i Triestini chiamerebbero il Tcrgcsteo di Mostar. Immaginate nel centro del quadrivio un tetto sostenuto da quattro archi e da quattro pilastri, di quattro metri per lato ; un pavimento di ciottoli un po’ meno aspri di quelli