MUNICIPIO K CHIESA. 17:> vescovo Antiiiios. Metterlo da parte non era possibile : si pensò invece ad assicurarsene la devozione, escludendo l’intervento del patriarcato di Costantinopoli. Antimos fu collocato a riposo e il Kossanovic chiamato a Vienna : contemporaneamente furono proibite le consacrazioni di nuovi sacerdoti senza ordine espresso da Vienna, si assoggettarono al controllo governativo le scuole ortodosse, e attentamente si sorvegliarono le adunanze della comunità, sebbene queste si occultino esclusivamente di amministrare il fondo ecclesiastico. Contemporaneamente anche il vescovo di Mo-star veniva costretto a cessare ogni corrispondenza col patriarcato di Costantinopoli ; ma ivi la comunità protestò contro l’intervento del funzionario austriaco alle sue adunanze : il funzionario rifiutò di ritirarsi e 1’ assemblea si sciolse, protestando che il governo, contro i suoi formali impegni, violava privilegi che il Turco aveva-sempre rispettati : quindi diede in massa le dimissioni, rifiutando a nome del popolo di riconoscere l’autorità del vescovo, finche questi non avesse riprese le sue relazioni di dipendenza verso il patriarcato costantinopolitano. A Vienna si voleva che il Kossanovic si vincolasse a dipendere esclusivamente dalle autorità ortodosse della monarchia, ossia dal patriarca di