278 LE VIE DEL MARE. stocrazia, in cui si concentrava tutta la forza di quella repubblica commerciale, non è più che una rovina. Vi avvicinate a palazzi superbi di stemmi e di nobile architettura, e a traverso i cristalli frantumati scoprite che sono ridotti a magazzini, a ospizi di ragnateli. Sulla baia di Gravosa più d’una grandiosa villa estiva, che da lontano si direbbe residenza d’ un principe, con finestroni da palazzo reale, imponente, maestosa, vi attira ; ci andate vicino e la trovate in tale stato che la si direbbe fresca da un saccheggio. Nelle abitazioni cittadine la moderna povertà ha impedito di procurare quei comodi che un tempo nessuno esigeva, ma che ora sono di prima necessità : in estate vi si arrostisce ; nell’ inverno la bòra vi soffia come in piazza e non ci sono mezzi di riscaldamento per combattere i geli. 11 mercato è mal provvisto, la vita di società quasi nulla. Le famiglie patrizie, stremate di sostanze, vanno rapidamente estinguendosi; non sorride ad esse il perpetuarsi in condizioni di sudditanza e di meschinità, mentre hanno tradizioni di sovranità e di ricchezza ; preferiscono un indiretto suicidio ; quindi comunissimo il celibato, nel quale i superstiti vivono alla meglio, liquidando i magri avanzi fondiari delle antiche fortune create col commercio. ' • * La Nuova Austria ha dato alla povera Ragusa