LE INDUSTRIE DI FIUME 195 Dal novembre 1921 a questa parte la macellazione aveva raggiunto la media di ben 120 capi bovini al giorno. Questo straordinario aumento era dovuto in gran parte al divieto di importazione in Italia di fessipiedi vivi, così i grossi negozianti di bestiame facevano macellare a Fiume un rilevante numero di animali per spedirne la carne a diversi centri di consumo del Regno come Milano, Udine, Bologna, Ancona, Venezia, ecc. Fiume provvede ora a bisogni di Trieste e di Pola con circa 90 capi bovini che vengono macellati giornalmente e vengono spediti a mezzo ferrovia. Data la speciale posizione confinante tra l’Italia e la Jugoslavia e l’esistenza di un frigorifero, il Macello civico è in grado di attirare a Fiume i bovini e suini della Jugoslavia ed una gran parte del commercio di carne e di bestiame che passava prima attraverso Postumia e Tarvisio. In una memoria preparata dall’ex Governo di Fiume si accennava, a proposito del grande commercio delle carni macellate e congelate, alla possibilità d’impianto a Fiume di un nuovo grande stabilimento frigorifero dove le potenti compagnie dell’America del Nord e del Rio della Piata potessero stabilire i loro depositi per l’approvvigionamento dell’Europa centrale, dell’Italia, del Levante, dell’Egitto, proponendosi di fare il contrario di quello che facevano, per esempio, i Governi deH’Austria e deU’Ungheria quando negli ultimi anni precedenti la guerra, proibirono l’introduzione negli Stati della Monarchia Austro-Ungarica delle carni congelate del Sud-America, unicamente per favorire gl’interessi dei latifondisti, produttori del bestiame, a danno della popolazione consumatrice. È un’idea che potrebbe essere presa in considerazione dai commercianti italiani. Lane. — L’Argentina e l’Uraguay, oltre ad esportare carni congelate, inviano ai grandi porti d’Europa quantità enormi delle loro !ane greggie, non lavate (lana cosidetta viva perchè tagliata sull’animale vivo, lana morta e cioè ancora attaccata alla pelle dell’animale macellato). L industria della lavatura delle lane del Piata, ha recato cospicui benefici a tre regioni mediterranee : nella Catalogna esistono grandi avatone e precisamente a Tarrasa ed a Sabadel, vicino a Barcellona; ancor più grandi sono quelle della Provenza e di Mazzamet nel Tarn. Riportanti sono quelle di Voltri, Pegli e Sestri Ponente sulla Riviera figure. Tutti paesi, corrile vediamo, favoriti dal sole e dal vento. Iume risponderebbe ancor meglio alle esigenze dell’industria stessa