UN ESPERIMENTO FALLITO 107 essere accettato integralmente dalle tre parti, o dichiarato decaduto. L’ azione dell’ Alto Commissario doveva quindi necessariamente svolgersi al di là del suo compito ; dare più o meno concrete assicurazioni sulla sorte del Porto Sauro e del Delta, rivelare i termini dell’accordo Quartieri, comunicare particolari che gli stessi Governi avevano dovuto nascondere o velare attraverso formule d’occasione. La situazione interna veniva così sempre più ad oscurarsi fino a determinare un disorientamento generale. La stampa del Regno, occupandosi del progetto di Consorzio, confermava i dubbi che le poche rivelazioni dell’Alto Commissario avevano fatto sorgere a Fiume : che l’accordo, cioè, implicasse la perdita per i fiumani del Porto Baross e del Delta. Quale Governo fiumano avrebbe potuto sottoscrivere un simile patto, oppure soltanto assumere la croce del potere per doversi disimpegnare di una questione così compromessa, se non addirittura perduta ? Cominciò a delincarsi nettamente l’insuccesso della missione Foschini. La sua opera dovette limitarsi a pochi atti di Governo, di ordinaria amministrazione e di utilità pubblica. Scarsi rimedi ad infiniti mali. IV. Giorni di grande ansia e di nervosismo furono per Fiume quelli seguenti all’arrivo dell’Alto Commissario, il quale fu anche sospettato ed accusato dagli estremisti, in incresciose dimostrazioni, d essere venuto a Fiume per consegnare il porto ai jugoslavi. Questo stato d’animo se non del tutto giustificabile, si era tuttavia naturalmente creato per la condotta del Governo di Roma che manteneva un ostinato silenzio, laddove ai fiumani sarebbe occorsa una parola rassicurante o almeno una chiara parola. Fu invece la stampa del Regno che parlò prima, furono amici autorevoli e consapevoli che confermarono i dubbi dei fiumani.