64 PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO spiegare un’azione persuasiva presso i cittadini consci del loro dovere verso la Patria, affinchè non assecondino agitazioni inconsulte e vane, desiderate dai sovversivi e dalla teppa che profitta dei disordini. La gravità delle conseguenze che esse avrebbero nel Regno e fuori, rende necessario che siano represse subito e senza riguardo ». Senonchè la crisi politica e lo sciopero ferroviario che paralizzavano la vita della Jugoslavia, impedirono a Trumbic di venire a S. Remo. « In queste condizioni — scriveva l’ex Ministro jugoslavo — vi prego di voler sospendere la decisione riconoscendo il caso di forza maggiore in cui mi trovo, mentre mi dichiaro pronto a tutto il possibile per un accordo cordiale ed amichevole per 1’ Italia ». La conferenza di San Remo si chiuse il 28 aprile con un nuovo appuntamento a Spa. V. Durante questo periodo il Comando di Fiume non era rimasto inoperoso. Il 15 aprile, minacciandosi appunto la soluzione desiderata da Nitti, in piena Conferenza, i rappresentanti di Fiume presentavano al Governo la seguente dichiarazione : (( I rappresentanti del Consiglio Nazionale della libera città di Fiume, eletto col suffragio universale dei cittadini d’ambo i sessi di età superiore ai venti anni il 2 ottobre 1918, con 7056 su 10.400 elettori iscritti, in pieno accordo col Rappresentante del Comandante Gabriele d’Annunzio, cui il predetto Consiglio Nazionale ha legalmente deferito tutti i poteri politici dopo la liberazione della città dalla servitù straniera (atto solenne del 20 settembre 1919, confermato il 30 ottobre 1919), sono venuti a Roma per far present1 al Capo del Governo Italiano quanto segue : « La libera città di Fiume conferma ancora una volta il voto plebiscitario del 30 ottobre 1918 per l’annessione all’Italia, co®e espressione concreta della sua volontà e del diritto di autodecisione. Ma se la situazione internazionale dovesse imporle una temporanea rinunzia a questa suprema aspirazione, dichiara di volere ad ognl \