DA VITTORIO VENETO A FIUME 29 lunzio riusciva alcuni mesi dopo a snidare, tanto esso aveva posto ladici nella città italiana, in funzione pericolosissima di una fitta rete di intrighi affaristici internazionali. Ma i fiumani erano pur sempre colmi di speranza e di gioia. Il Re d’Italia, al quale era stato presentato il proclama del 30 ottobre, inviava a Fiume il seguente messaggio : « Fiume mirabile H^r la fermezza con la quale, attraverso le vicende più dolorose, serbò ardente e perenne la sua fiamma d’italianità, riafferma oggi nel giorno della vittoria e della gloria, i sentimenti del suo amore e della sua fede. Essi allietano di fraterna gioia ogni italiano, suscitano nel mio cuore una eco profonda ». Ma il 17 novembre le truppe italiane entravano a Fiume ed erano i battaglioni dei gloriosi granatieri reduci dal Carso, al comando del Generale Di San Marzano che prendevano possesso della città, costringendo i croati ad allontanarsi immediatamente : e nella Capitale, dall’alto del Campidoglio, era ancora il Sindaco di Fiume, Antonio Vio, che faceva sacramento a Roma Eterna, ripetendo il grido fatidico del suo popolo : O Italia o Morte ! Il Consiglio Nazionale si costituiva ufficialmente in ente politico indipendente, confermando all’atto della sua convocazione il plebiscito del 30 ottobre e assumendo in proprio tutti i poten della città, fino al 29 ottobre dipendenti dal Governo ungherese. Date inoltre tutte le assicurazioni precedentemente ricevute, esso inviò alla Conferenza della Pace il suo delegato plenipotenziario nella persona dell’On. Andrea Ossoinack, ultimo Deputato di Fiume, con l’incarico di affermare e sostenere i postulati del nobilissimo popolo. Ma egli non vi fu ammesso, con evidente violazione della qualità nazionale del popolo rappresentato, al quale non si volle neanche riconoscere una condizione di eguaglianza con le altre nazionalità « oppresse », che erano divenute libere. Al delegato di Fiume si negò infatti, per la partigianeria del Presidente della Conferenza della pace, il Clemenceau, tale legittimo riconoscimento : e soltanto a titolo privato egli fu più tardi ricevuto dai situazione della città di Fiume prettamente italiana, potrebbero provocare conflitti con la popolazione e con le nostre truppe, alle quali evidentemente non potremmo dar ordine di ritirarsi. Non abbiamo però alcuna obiezione che sì rechino a Fiume insieme alle nostre che furono chiamate colà da quei nostri connazionali, truppe francesi, inglesi ed americane ».