I DOCUMENTI 277 La Delegazione italiana ritiene al contrario che lo Stato libero quale è stato progettato, sarebbe composto di due elementi che non hanno alcun rapporto fra loro, cioè la città italiana di Fiume (col Corpus separatum) e gli slavi che abitano nel resto del territorio. Non si è mai potuto raggiungere un accordo circa lo Stato libero di Fiume precisamente perchè la Delegazione italiana ha costantemente dovuto preoccuparsi di salvaguardare la città italiana di Fiume dai pericoli che l’avrebbero minacciata in seguito appunto alle modalità che dovevano regolare la costituzione dello Stato libero. Il Governo americano si è sempre opposto alle garanzie che la Delegazione italiana reclamava a questo fine. Se lo Statuto, del quale la città di Fiume godeva sotto il regime ungherese, doveva essere mantenuto nello Stato libero senza alcuna nuova modificazione e garanzia, ne risulterebbe, sotto una apparente conservazione, una diminuzione notevole delle garanzie. Infatti sotto l’antica Monarchia austro-ungarica la nazionalità di Fiume non era minacciata dallo Stato ungherese, ma piuttosto dall’elemento slavo che era incorporato con l’Ungheria. Questo elemento godeva allora di un’influenza infinitamente minore di quella che gli riserberebbe la costituzione dello Stato libero progettato. Così, per esempio, 1’ antico Statuto di Fiume stabilisce che i funzionari dello Stato trasferiti nella città vi prendano legale domiciiio; ma, di fatto, i funzionari ungheresi non avevano alcun interesse a mantenere questo diritto alla cessazione delle loro funzioni. E quelli fra di loro che rimanevano nella città si fondevano rapidamente con la popolazione italiana e non minacciavano in alcun modo il suo carattere nazionale. Invece nello Stato libero progettato si verificherebbero infiltrazioni permanenti e in seguito al diritto di domicilio non mancherebbe di prodursi una rapida invasione di elementi slavi. Per quello che concerne la frontiera occidentale proposta per lo Stato libero di Fiume occorre osservare che la linea detta « americana », se pur venisse spostata verso l’est nella sua parte meridionale in modo da comprendere nel territorio italiano la regione di Albona, sarebbe assolutamente insufficiente a garentire la difesa militare di Trieste, dell Istria e di Pola contro la portata dell’artiglieria moderna. Infatti questa linea è assolutamente insufficiente dal punto di vista militare. Basta ricordare che essa è lontana appena 18 chilometri da Trieste e circa 22 dalle difese avanzate di Pola; distanze queste che non hanno alcun valore contro l’artiglieria moderna ». « Il Governo italiano non poteva sottrarsi di rendersi interprete presso gli Alleati della volontà della città italiana di Fiume. L’adempimento di questo dovere non ha relazione con le stipulazioni del Trattato di Londra e non sarebbe equo d’imputare all’Italia perciò una contraddizione nel suo atteggiamento. Tuttavia l’Italia, allo scopo