SITUAZIONE GEOGRAFICA E MILITARE DI FIUME 159 indubbiamente verificato se ai jugoslavi potevano unirsi, magari con legami assai larghi, i czeco-slovacchi, attraverso la valle del fiume Roab che si getta nel Danubio tra Presburgo e Budapest, e il possesso di Klagenfurt, necessari per stabilire fra i due Stati slavi una via di comunicazione indipendente. Senza tener conto degli umori che in quel periodo di appetiti e di accaparramenti andavano esprimendosi attraverso le varie manifestazioni di uomini ceco-slovacchi e jugoslavi, intorno a possibili raggruppamenti ed intese in cui era evidente il presupposto di un’azione antitaliana. * Come Fiume poteva dunque diventare un caposaldo strategico in mano di un assalitore orientale, alla stessa guisa che altrettanto grave e pericoloso sarebbe stato un confine settentrionale che non fosse portato al Brennero, la parola d’ordine nella nostra politica di trattative doveva essere nella determinazione dei confini : il Brennero e Fiume, per la necessità della nostra sicurezza, per la tranquillità stessa dell’Europa di domani. « Chiuse le porte di casa — dichiarava solennemente l’On. Orlando nella seduta del Senato del 15 dicembre 1918 — possiamo partecipare da eguali alla vita delle grandi potenze, nei continenti e sugli oceani )>. Ah se si fosse tenuto fede a questo vigoroso proposito, durante le trattative di Parigi ! In quegli stessi giorni il Governo provvisorio di Fiume riaffermava l’indipendenza del Corpus separatum, in attesa dell’unione all’ Italia. Le vicende delle nostre trattative per i confini sono note : le frontiere verso l’Austria furono stabilite con l’art. 27 del Trattato di San Germano, (settembre 1919) per quanto riguardava il nord. Le altre, quelle orientali, si dovevano disputare con uno Stato sorto dalla vittoria delle nostre armi, lo Stato serbocroato-sloveno. Abbiamo già illustrata la nostra posizione di necessità, nei confronti dei nuovi Stati. Il documento del Governo americano sulla linea di confine da assegnarsi all’Italia (vedi Appendice) respingeva brutalmente queste posizioni contenute nelle nchieste della nostra Delegazione e fissava arbitrariamente termini di assoluta inferiorità per noi ed a favore dei jugoslavi. La mancata soluzione del problema adriatico in sede di Conferenza