274 PARTE TERZA così strana configurazione. Questo piano sembra andare contro tutti i principi geografici e tutti gli interessi economici e territoriali. Si può forse affermare che se queste considerazioni sono state trascurate dal Governo italiano, questo è stato perchè per esso la questione si connetteva a quella della annessione all’Italia di tutto ciò che sussiste dalla parte jugoslava della penisola d’Istria. Tale questione di una nuova annessione di territorio jugoslavo è posta in un modo perfettamente chiaro, tanto dalla rivendicazione del-ì’Istria nella sua totalità, quanto dalla proposta tendente alla annessione dell’isola Lagosta. Nè in un caso, nè nell’altro si possono far valere considerazioni di ordine strategico. Il dominio strategico dell’intero Adriatico è già completamente assicurato all’Italia dal possesso di Trieste, di Pola, delle isole situate di fronte a Fiume, di Pelagosa e di Valona. Una sicurezza supplementare le è data dalla proposta di demilitarizzazione dello Stato libero di Fiume nella sua totalità insieme a quella di una larga zona situata a Nord ed alla piccola parte d’Istria lasciata allo Stato libero. Neppure considerazioni di ordine economico entrano in gioco: non resta dunque altro che il desiderio di farsi attribuire nuoci territori. Ora i territori di cui si tratta sono incontestabilmente popolati di jugoslavi e non contengono praticamente elementi italiani. In queste condizioni è necessario ricordare quale atteggiamento il Presidente Wilson, con l’approvazione cordiale della Gran Brettagna e della Francia, ha preso di fronte alle successive rivendicazioni dell’Italia, tendenti a far assorbire da questa i territori abitati da popolazioni non italiane e che non desideravano questo assorbimento. A tale riguardo si può citare il seguente passo di un telegramma indirizzato il 12 novembre all’On. Tittoni dal Segretario di Stato a Washington : (( Vostra Eccellenza, non può non riconoscere che l’atteggiamento del Governo americano durante i negoziati è stato dettato da sentimenti di sincera simpatia verso l’Italia e del più serio desiderio di rendere giustizia alle sue rivendicazioni. L’Italia ha reclamato la frontiera del Brennero; questa domanda è stata accolta per assicurare all’Italia la più grande protezione possibile sulla sua frontiera Nord e per quanto questa importasse l’annessione all’Italia di un vasto territorio popolato da elementi stranieri. L’Italia ha reclamato inoltre una frontiera orientale geograficamente forte : anche questa gli è stata accordata per assicurarle una larga zona di difesa e benché fosse necessario, per ottenere questo resultato, comprendere nelle frontiere italiane altri territorii ugualmente popolati da elementi stranieri. L’Italia ha reclamato la liberazione dei suoi fratelli irredenti posti sotto una sovranità straniera e tutti gli sforzi possibili sono stati compiuti per soddisfare questo desiderio, anche nei casi nei quali, agendo così, si faceva passare sotto la sovranità italiana un numero molto