160 PARTE SECONDA - CAPITOLO PRIMO interalleata ci portò alle trattative dirette, che culminarono nelle affrettate conversazioni di Rapallo, cui parteciparono gli esperti militali dei due paesi. Con l’art. 1 del Trattato di Rapallo i confini fra il Regno d’ Italia ed il Regno dei serbi-croati-sloveni furono stabiliti dal Monte Pec, comune alle tre frontiere dell’Italia, dell’Austria e della Jugoslavia fino alle falde orientali del Nevoso per raggiungere sulla strada Fiume-Castua il confine nord dello Stato libero di Fiume dai limiti segnati nell’art. 4 dello stesso Trattato. La funzione militare di Fiume veniva da questa soluzione completamente ignorata, essendo uscito dal negoziato uno Staterello neutrale tra noi e la Jugoslavia nei 25 chilometri aperti tra il Nevoso e la costa. Le frontiere d’oriente creavano quindi un punto debole con la costituzione dello Stato di Fiume. Le modificazioni apportate al Patto di Londra ci hanno reso più difficile il compito dell’ immediato passaggio nelle aperture del Nevoso, in caso di guerra; al disotto, comunque, questa lacuna dei 25 chilometri che avremmo dovuto noi soltanto difendere con le fortificazioni moderne che ci sarebbero costate assai poco, costituiva, con lo Stato libero, un impedimento assoluto per l’Italia, rispettosa del diritto in tempo di guerra, certo non un impedimento per altri. Infine la sorte di Fiume, sarebbe stata, in un’eventuale conflitto, irrimediabilmente segnata. Ecco un’ altra poderosa ragione perchè i fiumani e i veri italiani si accanissero a respingere il Trattato di Rapallo; i fiumani, consci del pericolo che li sovrastava direttamente, gli italiani perchè sentivano che il punto centrale di tutta la sistemazione adriatica doveva essere la sovranità italiana su Fiume. I fiumani gridarono 1’ allarme con alcuni telegrammi alla stampa, al Ministro della Guerra Bonomi, all’Ammiraglio Millo, custode a Zara delle nostre posizioni marittime. Tali manifestazioni furono variamente interpretate e discusse, senza che ad esse potessero opporsi tuttavia serie obbiezioni. Il primo di quei dispacci indirizzato ai giornali diceva : « Sferrate campagna contro il nuovo inganno per la difesa del confine terrestre. Sistema Monte Nevoso è privo di base e di consi-