184 PARTE SECONDA - CAPITOLO TERZO trovare anche collaborazione di capitali, trattandosi di industrie destinate ad esportazione d’oltremare e che hanno già i mercati pronti all’assorbimento. Anche possibile sarebbe lo sfruttamento delle marne istriane, o dei cementi di prima cottura di Dalmazia, erigendo una fabbrica di cemento. Il numero di operai specialisti in meccanica e gli impianti esistenti rendono possibile qualunque ramo d’ industria meccanica di precisione, mentre la relativa vicinanza dei mercati di produzione, e quella assoluta delle zone d’assorbimento, consiglia anche l’erezione di alcuni rami dell’ industria tessile e manifatturiera. Qualunque industria di manipolazioni di merci estere per riesportazione (coloniali ecc.) troverebbe egualmente ottime condizioni. Le facilitazioni fiscali e quelle tariffarie già illustrate, le particolari condizioni- della città, le concessioni che vi si possono ottenere, costituiscono un ambiente particolarmente favorevole al commercio d’esportazione ed a quelle industrie che tale commercio riforniscono. La stessa posizione geografica e la stessa immediatezza del confine politico rendono più agevoli che altrove gli scambi commerciali. La raggiunta annessione di Fiume all’ Italia, avendole data infine la possibilità di un assettto definitivo e quindi doganale, e mettendola nella condizione di poter raggiungere una completa parità con Trieste, le due correnti del Centro Europa e della Bal-cania si potrebbero quasi esclusivamente polarizzare in questi due empori adriatici. Da questa raggiunta cooperazione non è azzardato dire che nell’organizzazione Trieste-Fiume potrebbero trovare ottimi centri di irradiazione anche le industrie e i commerci di tutta la zona italiana. IL Gli impianti esistenti. — Gli impianti industriali che fiorivano a Piume prima della guerra e che tuttora esistono, con tutte le possibilità di essere ingranditi e sviluppati, sono, fra i principali, 1 se" guenti :