222 PARTE SECONDA - CAPITOLO SESTO d’oltre mare la merce destinata a lontani paesi dell’ interno, o da questi la merce spedita oltre mare. Anche ad onta di qualsiasi frazionamento o rivolgimento politico, i traffici finiscono sempre per cercare e trovare le loro vie naturali. Le leggi geografiche e gli interessi economici impongono poco a poco, irresistibilmente, i loro postulati, e le difficoltà transitorie create dalle gelosie poli tiche e dalle rivalità economiche sono destinate successivamente a scomparire, perchè gli interessi ed i vantaggi consigliano ai dissidenti un’ intesa basata su concessioni reciproche. È per tali ìagioni che Fiume ha potuto diventare, per volontà dell’ Ungheria, un grande porto marittimo ed il suo sviluppo costantemente ascensionale negli ultimi quarant’anni dell’anteguerra prova e conferma l’eccellenza della sua configurazione geografica, di fronte ai bisogni marittimi del suo retroterra. Tre tappe del traffico marittimo di Fiume stanno a dimostrare questa verità : nel 1875 il traffico era di tonn. 188.000; nel 1888 era di 821.000 tonn.; nel 1913 era di 2 milioni 800.000 tonn. Il traffico fiumano nel 1913, ultimo anno del quale si posseggono dei dati statistici, era delle seguenti entità : Importazione via terra q. 13.147.905 Importazione via mare ...» 9.229.592 Esportazione via terra ...» li.738.827 Esportazione via mare ...» 6.258.767 La mancata corrispondenza tra importazione ed esportazione si deve in parte al consumo locale e in parte a un difetto di registrazione (le merci da riesportarsi non sempre erano registrate). Esaminando particolarmente i singoli dati, l’importazione via terra dà queste cifre, per i paesi di maggior traffico e per le merci di massimo transito : Zucchero q. 3.913.000 provenienti dall’Ungheria e q. 29.660 dal-T Austria. Cereali q. 1.540.603 dall’Ungheria ; q. 59.000 dall’Austria e q. 42.589 da altre parti. Legname q. 2.622.046 dall’Ungheria ; q. 637.489 dall’Austria e q. 347.251 da altri paesi, su un totale di q. 13.147.905.