76 PARTE PRIMA - CAPITOLO TERZO di pubblicazioni. Si cerchi di influire sulla stampa locale (quotidiana e periodica) nel miglior modo possibile. Si prenda contatto con quelle associazioni e quei partiti che si sono sempre dimostrati sostenitori della causa adriatica per indurli ad una azione più decisa ed energica. Occorre agire con prontezza e con risolutezza per impedire un pericoloso isolamento morale degli elementi migliori rimasti fedeli alla causa adriatica e nazionale. Occorre escogitare ogni forma di propaganda per diffondere l’impressione che solo da Fiume potrà venire la pace e la salvezza futura dell’Italia. Qui è la forza, la fedeltà, l’onore. Tutt’intorno è tradimento. Occorre infine compiere un’opera di preparazione spirituale e di organizzazione pratica per qualsiasi azione futura che la Reggenza Italiana del Camaro credesse di compiere in nome della suprema salute della Patria. Riferire dettagliatamente su quanto si è potuto fare in questo senso. La Reggenza Italiana del Camaro conta sull’abnegazione e sulla fede di tutti i suoi rappresentanti per sorpassare ancora una volta vittoriosamente questa grave crisi storica, che minaccia di compromettere irreparabilmente l’avvenire e la grandezza d’Italia ». Lo spirito della rivolta si estendeva rapidamente anche in Italia. Si era alla vigilia di avvenimenti gravissimi. II. Il Trattato fu ratificato, per la Jugoslavia, dal Reggente Alessandro il 22 novembre 1920. Il 25 il Comando di Fiume rimetteva al Governo d’ Italia, pel tramite del Generale Caviglia, una nota in cui si dichiarava che la Reggenza Italiana del Carnaro non avrebbe mai preso atto che lo Stato di Fiume fosse costituito ai termini dell’art. 4 del Trattato di Rapallo, prima perchè si era tentato di delimitare i confini dello Stato senza F intervento di questo, secondo perchè « non si poteva parlare di uno Stato indipendente di Fiume, senza identificarlo con la Reggenza Italiana del Camaro, preesistente al Trattato ». Esso perciò veniva nettamente respinto dalla Reggenza.