26 PARTE PRIMA - CAPITOLO PRIMO E però, due settimane dopo queste dichiarazioni, che costituirono il punto di partenza e di base di tutta la successiva azione diplomatica di Fiume, le varie nazionalità che componevano l’impero austroungarico, riferendosi al proclama di Carlo I, si dichiararono per l’autodecisione, proclamando nelle varie capitali la loro autonomia a mezzo di Consigli Nazionali capeggiati dalle personalità più rappresentative dei rispettivi paesi. Esse furono senz’altro riconosciute dagli Stati Uniti come Jugoslavia, Repubblica di Polonia, Repubblica Cecoslovacca. Soltanto Fiume fu, al contrario, tenuta in disparte dall’America e dagli Alleati, sebbene anche Bonar Law, alla Camera dei Comuni, il 24 ottobre 1918, dava ad essa indirettamente un’altra esplicita assicurazione, promettendo a tutte le nazionalità oppresse daH’Austria di essere ammesse a partecipare direttamente alla Conferenza della Pace in quelle deliberazioni che si riferivano ai loro interessi. Ciò malgrado la città di Fiume non desistè dai suoi sforzi ; ed il 30 ottobre, cioè quattro giorni prima della firma dell’armistizio italiano, essa si radunò in massa imponente di popolo e, in applicazione del solenne proposito espresso in suo nome dal suo deputato al Parlamento ungherese, votò plebiscitariamente la seguente storica deliberazione : « 11 Consiglio Nazionale italiano di Fiume, radunatosi quest’oggi in seduta plenaria, dichiara che in forza di quel diritto per cui tutti i popoli sono sorti a indipendenza nazionale e libertà, la città di Fiume, la quale finora era un corpo separato costituente un comune nazionale italiano, pretende anche per sè il diritto di autodecisione delle genti. Basandosi su tale diritto, il Consiglio Nazionale proclama Fiume unita alla sua Madre Patria, l’Italia. « Il Consiglio Nazionale italiano considera come provvisorio lo stato di cose subentrato addì 29 ottobre 1918, mette il suo deciso sotto la protezione dell’America, madre di libertà, e ne attende la sanzione dal Congresso della pace ». nunciò per il diritto di autodeterminazione di Fiume. Era, per l’Ungheria, 1° spettacolo della completa dissoluzione ». La Neue Freie Presse di Vienna, finalmente, diceva : « Nè rumeni, nè slovacchi spinsero le loro pretese oltr® i confini dello Stato ungarico. Una eccezione la fece il deputato di Fiume, » quale disse che Fiume è italiana e che tale deve rimanere ».