APOTEOSI 147 accorsero a combattere guarderanno come agli apostoli dell* italianità fra gli oppressi irredenti, oggi finalmente e completamente liberi da ogni servaggio straniero ». E, ancora, non sarà dimenticato il nome di tutti i fiumani che furono, ovunque, nei giorni lieti come nei tristi, presenti sempre alla lotta per il trionfo delle aspirazioni d’ Italia : da quelli, i primissimi, che si sollevarono, senza attender la fine della guerra, dopo l’atto d’audacia compiuto dal loro rappresentante a Budapest, i membri del primo Consiglio Nazionale che votò il plebiscito del 30 ottobre; i cinque argonauti che, dopo ansioso e pericoloso viaggio, il 2 novembre riuscirono a portarsi ai piedi del grande Ammiraglio ed ottenere 1’ invio delle prime navi nel porto di Fiume ; gli uomini del nuovo Consiglio Nazionale eletto nel 1919 da tutta la città invocante 1* Italia; i Rettori della Reggenza italiana del Carnaro, animati solo dalla fede dell’annessione ; i consiglieri del Governo provvisorio seguito all’uscita di Gabriele d’Annunzio, fra i quali primeggia sempre il venerando Grossich ; i rappresentanti della minoranza della Costituente eletta nell’infausto 26 aprile del 1921 ; i membri del Comitato di difesa sorto dall’ insurrezione del 3 marzo ; quelli del Comitato militare che seguì per dare una disciplina al movimento di giusta rivolta; l’uomo infine che si assunse solo il carico del potere, quando tutto precipitava in questa gagliarda città di vita, soffocata nelle strettoie di un patto di vergogna : Attilio De Poli. La loro abnegazione non ebbe, come la loro volontà, mai tregua : giunsero fino all’estremo limite d’ogni forza umana per conquistarsi 1’ Italia, per meritarsi la gloria d’essere compiuta-mente, generosamente italiani. Il loro nome e la loro persona furono serhpre subordinati all’ intimo profondo istinto di razza eh ebbe generata la secolare lotta di conservazione nazionale : e sono legione in cui ciascuno si eguaglia e si riconosce. Ad essi venne incontro, con slancio di rinnovata potenza, 1’ Italia di Vittorio Veneto : nell’austera volontà del vincitore del Grappa gli rtaliani di Fiume raggiunsero la méta agognata. Al Comune Italico (e quindi alla somma dei suoi figli) toriato sostanza viva della Patria, è decretata per volontà sovrana, come alle città eroiche della storia sanguinosa del nostro Risorgimento, la medaglia d’oro al valor militare.