UN ESPERIMENTO FALLITO 97 difesero contro la meritata accusa di anti-italianità. Quindi si rassegnarono ad attendere gli eventi. Il Governo d’Italia sarebbe intervenuto nella contesa. Era necessario che il Governo d Italia intervenisse per salvare Fiume. Tutta la città guardava nuovamente all’Italia. E tuttavia la lotta delle fazioni, dei partiti, delle tendenze non ristette : sembrò anzi intensificare, rendendo più difficile l’opera di pacificazione del Governo, fino quasi ad impedirla. Era l’inasprimento e il ritorno alla competizione locale, alla lotta comunale, campanilistica, da persona a persona, da cosa a cosa. Erano le passioni e le miserie della vita municipale. Non erano nè potevano essere storia. II; Prima e dopo le elezioni i rappresentanti del Governo provvisorio sorto dallo scioglimento della Reggenza nei primi giorni del 1921, ebbero contatti frequenti con gli uomini del Governo di Roma. Avevano esposto quasi quotidianamente, pel tramite del Commissario generale italiano Michele Castelli, la tristissima situazione finanziaria ed economica di Fiume, avevano mandato intieri protocolli illustranti i problemi più urgenti e i più urgenti bisogni. A ridare la calma a Fiume, a promuovere gare generose di lavoro e di abnegazione, ad ottenere rinuncie di perniciose esercitazioni politiche e rumorose di tanti disoccupati, occorreva provvedere col cambio della valuta (a Fiume c’erano milioni di corone x austroungariche, parte depositate e riconosciute in nome di Fiume, parte rimaste fuori corso per i cambi già effettuati in ugoslavia, che i fiumani non fecero); occorreva dare un po di ovimento al porto e alle industrie locali, almeno a quelle di lu facile attività, occorrevano macchine e materiali di lavora-one. Il problema politico, se provvedimenti del genere potevano ser presi alla lesta, sarebbe passato in seconda linea, si sarebbe “Ito probabilmente in armonia e in concordia ; Fiume avrebbe tuto dare in breve, effettuate le elezioni, quel Governo neces- 0 a dar parvenza di legalità a quello che non era ancora lo tato, perchè ne mancavano le fondamenta.