L’ ANNESSIONE ALL’ ITALIA 139 delle singole parti, veniva istituita la Provincia del Camaro con capoluogo Fiume, comprendente due circondari costituiti l’uno dalla città di Fiume col territorio annesso al Regno in virtù del sopracitato decreto, e l’altro del circondario di Volosca-Abbazia, distaccato dalla provincia dell’ Istria, eccettuati i comuni di Castelnuovo e Matteria che vengono aggregati al Circondario di Capodistria. In ottemperanza al Trattato di Roma, il 24 febbraio avveniva lo sgombro di Porto Baross e del Delta ; il 27 la delimitazione definitiva del nuovo confine italo-jugoslavo che porta l’Italia ad alcuni chilometri più ad oriente del limite di Rapallo, con la città di Fiume compresa nel suo territorio. Il 16 marzo 1924 alla presenza augusta del Re d’ Italia, « venuto dal Mare », la consacrazione solenne dell’annessione di Fiume all’Italia era nella città redenta un fatto compiuto, per il presente e per il futuro. La via dell’avvenire era ormai sgombra di ostacoli. La terra, dove il simbolo vivente dell’ unità italiana poneva in quel giorno il segno incancellabile della sua volontà, rappresenta il punto di sosta della vittoria italiana, primo compimento di una fatica gloriosa, sicuro pegno ed annunzio di una più vasta lotta per un più vasto orizzonte. « Né in Italia né in Jugoslavia si ha ancora forse l’esatta coscienza di quale atto storico si sia compiuto in questi giorni; ma lo comprenderanno le generazioni avvenire, e da una parte e dall’altra serberanno riconoscenza eterna agli artefici di questo patto ». Queste parole furono pronunziate da Re Alessandro nel ricevimento che precedette la partenza dei Delegati jugoslavi per Roma, rivolto al Cav. Summonte che, insieme al generale Bo-drero era stato di parte italiana il paziente tessitore di un arditissimo disegno. E dopo avere espresso parole di alta ammirazione per il Presidente del Consiglio italiano, il Re dei Jugoslavi aveva soggiunto : « Soltanto un uomo della genialità e della jorza di Mussolini poteva riuscire in una così ardua impresa ». Questi giudizi non davvero frequenti in bocca di Capi stranieri ci dispensano dal chiudere queste pagine con un’ ampia dimostrazione della assoluta bontà di un atto internazionale che