I DOCUMENTI 265 ritorio viene annessa all’Italia, bene s’intende con ininterrotta e assoluta contiguità territoriale. 2°) - In pieno riconoscimento dell’importanza del porto di Fiume per il retroterra e cioè tanto per la Croazia, quanto per l’Ungheria, l’Austria, la Cecoslovacchia e la Rumenia, la città, porto, cantieri navali, stazioni e territori di Fiume vengono sottomessi ai regimi di « porto-franco ». 3°) - Per « porto-franco » ha da intendersi : a) l’ampio e libero esercizio di commercio, d’industria e di navigazione a tutti gli stranieri, come agli indigeni senza alcun maggiore pagamento di tasse e di dogane, nè per l’uso del porto, nè per il commercio, manipolazione e consumo delle mercanzie entro il territorio, porto e stazione di Fiume, salvo il diritto della città sempre goduto per speciale privilegio, di percepire un dazio comunale sui generi consumati in città e di incassare le gabelle stradali ; b) il libero uso del porto di Fiume per cui ogni negoziante potrà approdarvi senza qualsiasi salvacondotto, tanto con navigli propri che noleggiati, potrà portarvi o caricarvi qualunque effetto o cosa mercantile, potrà farvi stazione e ripartire ; c) il libero uso dei magazzini a tutti i commerci indigeni e stranieri, salvo pagamento di un proporzionale affitto; d) il godimento di tutti i negozianti stranieri di una speciale protezione delle loro persone e cose senza che i loro averi possano venire aggravati in misura ineguale di quella dovuta dagli indigeni ; e) che in caso di guerra, le merci, navi ecc. degli stranieri non potranno venire sequestrate senza equo compenso. 4°) - Tutti gli eventuali territori che dovessero venire più tardi incorporati al territorio, porto, stazione di Fiume godranno del pari degli stessi privilegi « inerenti al regime di porto-franco ». 5°) - Tutto il naviglio registrato nel porto di Fiume resta assegnato al porto stesso. I sottofirmati trasmettono il presente verbale all’illustrissimo Comandante della Città di Fiume, Gabriele d’Annunzio, fiduciosi del Suo assenso, perchè si compiaccia prenderne notizia ed usarne secondo il Suo intendimento ». (seguono le firme) Questo verbale, che io approvo, risponde alla volontà unanime del popolo italiano e all’interesse delle varie nazionalità ai cui traffici dovrà servire il porto di Fiume. / 2 ottobre 1919 Il Comandante F.to Gabriele dAnnunzio