L’ ITALIA E FIUME DI FRONTE AGLI ALLEATI 59 Washington tre giorni prima del mio sbarco a Zara, posso oggi proporre alla meditazione e all’indignazione dei Fiumani e dei Dalmati il testo autentico del memorandum firmato dal Francese, dall’inglese e dall’Americano. 11 nostro Adriatico è pur sempre il mare degli impiccatori, dominato pur sempre dalla lunga ombra della forca. Ma non si può negare una certa intenzione di cortesia a questa ferocia trinitaria. Nella corte di Bisanzio era costume che tre ufficiali del Palazzo presentassero cerimoniosamente sopra un lucido piatto d’oro il laccio di seta bene attorto o la corda d’arco incerata a colui che doveva con le sue stesse mani strangolarsi. Bisogna riconoscere che questo truce capestro ci è offerto dai nostri grossi alleati con squisitezza più che bizantina. C’è chi per noi si curva, c’è chi per noi fa la smorfia del sorriso, ricevendolo. L’Italia dell’altra sponda non ha imparato da Cesare Battisti e da Nazario Sauro a tenere la fronte alta e gli occhi fissi e il collo bene eretto. Ma l’Italia di questa sponda ? Si pretende che l’uomo — specie l’uomo italiano — sia l’animale più accomodativo deH’universo. Rimaniamo intanto, come consiglia l’eroe di Premuda, in tranquilla attesa. E come il buon Esopo, lasciamo parlare le bestie. 3 gennaio 1920. Il vostro Gabriele D’Annunzio ». Seguiva il testo del memorandum che riportiamo integralmente in appendice (documento n. 1 1) e al quale può sembrar superfluo, dopo quello di d’Annunzio, ogni nostro commento. £■ vi riportiamo anche la risposta o meglio quei punti della risposta al memorandum degli Alleati, a questi consegnata giorni dopo dal nostro Ministro Scialoja, in cui si esamina particolarmente la questione di Fiume (doc. N. 12). I lettori giudichino da soli.