MUSSOLINI E LA DURA EREDITÀ DEL PASSATO LE CONFERENZE DI ABBAZIA E DI ROMA IL GENERALE GIARDINO A FIUME h Per via diplomatica la questione si trascinò ancora per lungo tempo. Il Governo di Fiume restava legittimamente affidato al Vice presidente della Costituente, il Prof. Attilio De Poli, con la generosa assistenza dell’ Italia. Dovendosi, malgrado tutto, considerare sempre lo Stato di Fiume come emanazione del Trattato di Rapallo, bisognava procedere al suo assetto in conformità di quelle clausole. Numerosi tentativi si fecero, in occasione della Conferenza di Genova, alla quale parteciparono tutti gli Stati di Europa, in conversazioni dirette italo-jugoslave a Santa Margherita. Si addivenne qui alla ripresa di negoziati diretti che portarono alla preparazione di numerosi accordi tecnici, fissati più tardi in protocolli che andarono sotto il nome di convenzioni di Santa Margherita (l). Sulla base di esse si doveva definire l’assetto di Zara e dello Stato di Fiume, prima che lo sgombero totale dei territori assegnati alla Jugoslavia in base al Trattato di Rapallo dive-nuto legge dello Stato, creando la barriera dei confini tra il territorio jugoslavo e quello di Zara e di Fiume, avesse potuto gettali in un acuto e profondo disordine che avrebbe ancor più aggravata la crisi che li travagliava, con sicuro danno dei buoni rapporti fra i due Paesi. Ma necessità interne dei due Paesi e soprattutto la sopravvenuta esigenza di considerare altre questioni ) Gli accordi di Rapallo, Santa Margherita e Brioni sono raccolti nel vo-di A. Giannini, Trattati ed accordi per la pace adriatica. Roma, ediz. dl «Politica», 1923.