264 PARTE TERZA del retroterra ha sensibilmente ridotti i commerci della città e ne ha ritardato lo sviluppo; che la levata del porto-franco ha inasprito le relazioni dell’Ungheria colla Croazia; che di conseguenza l’influenza della Croazia sul porto di Fiume provocherebbe una naturale reazione a danno non soltanto dell’Ungheria, ma di tutti gli altri paesi del retroterra ; che fra tutti i paesi del retroterra il meno industriale è la Croazia ed il più interessato è l’Ungheria per motivo delle sue grandi industrie ; che l’Ungheria, qualora non potesse servirsi di Fiume quale unico suo sbocco commerciale, resterebbe completamente bloccata nel centro d’Europa, mentre la Croazia all’incontro possiede molti altri porti ; che fra i due competitori essendo assolutamente necessario a salvaguardia degl’interessi di ambedue e degli altri paesi del retroterra, un trattamento uguale e senza preferenze, è da escludersi la padronanza o diritto di disposizione di uno a danno degli altri ; che la Lega delle Nazioni, pur comprendendo tutte le nazioni civili, non potrebbe praticamente dirigere il porto e la stazione con quei criteri commerciali ed industriali, che liberi da pastoie burocratiche, sono indispensabili al progresso di un porto di tanta importanza, nè potrebbe esimersi dalle fatali dispute che inevitabilmente succedono ovunque sono in giuoco interessi particolari ; che la Lega delle Nazioni, per la sua stessa natura non potrebbe disporre di mezzi finanziari senza l’adesione preventiva degl’interessati, ciò che procrastinerebbe ogni più bella iniziativa; nè potrebbe ancora disporre dei terreni necessari allo sviluppo futuro del porto, senza dover ricorrere a territori confinanti appartenenti ad altri Stati ; che l’unica forza atta a garantire a tutto il retroterra l’uso incondizionato ed illimitato del porto di Fiume, senza possibilità di rappresaglie, si è il proclamarlo « porto-franco » sotto la sovranità dell’Italia ; che l’amministrazione del porto e delle ferrovie data all’Italia, la quale in omaggio ai suoi provati principi di libertà e di giustizia, a vantaggio del porto stesso e fuori da ogni competizione commerciale ha tutto l’interesse di appoggiare lo sviluppo del commercio del retroterra a Fiume, può garantire un imparziale trattamento di tutti gli interessati ; che per mantenere l’attività del porto stesso e per corrispondere ai bisogni commerciali del retroterra è incondizionatamente necessario di conservargli tutto il suo naviglio; tutti i presenti unanimemente trovano di proporre : 1°) - In pieno riconoscimento del plebiscitario voto dei Fiumani del 30 ottobre 1918, la città di Fiume, col suo porto, stazione e ter-