24 PARTE PRIMA - CAPITOLO PRIMO Così il 18 ottobre 1918, nell’aula grigia del Parlamento ungarico a Budapest, dinanzi a quel governo ancora occupato a diramar ordini di guerra allo Stato Maggiore impegnato nella furia della battaglia, l’On. Andrea Ossoinack, deputato italiano della terra di Fiume che costituiva un corpo separato della duplice monarchia a 600 chilometri di distanza dal cuore dell’Un-gheria, faceva, a nome e per mandato della sua città, categoriche dichiarazioni di carattere spiccatamente nazionale e politico. Unico rappresentante della sua piccola patria dominata, l’On. Andrea Ossoinack riaffermava categoricamente la ragione del territorio e la ragion del diritto nell’atto che fu insieme una sfida ed una rivendicazione : quell’atto e quella parola dissero la volontà precorritrice degli eventi che maturarono di poi. Come documento propiziatore della grande azione ch’ebbe più tardi libera espressione nel più audace giuoco delle libere forze, riproduciamo le dichiarazioni del deputato italiano nel loro testo stenografico, quale risulta dal resoconto ufficiale degli Atti del Parlamento Ungarico. « Eccelsa Camera ! La guerra mondiale ha sconvolto il mondo e la pace mondiale a quanto pare ha reso più completo questo sconvolgimento. Perchè, mentre nell’intemo i croati reclamano per sè la città di Fiume, anche secondo un dispaccio giunto dall’estero si vuol sacrificare Fiume alla Jugoslavia. Di fronte a queste tendenze, ritengo mio dovere di protestare qui, in quest’Eccelsa Camera, in faccia al mondo intero, contro chiunque volesse dare Fiume in mano ai croati. (Grandi applausi da tutti i banchi). Perchè Fiume non soltanto non fu mai croata, ma anzi al contrario fu italiana nel passato e italiana deve rimanere anche nell’avvenire ! JURIGA (slovacco, rivolto ai deputati del partito del lavoro): Ora applaudite ! L’on. Ossoinack prosegue : « Per questi motivi adunque e anche per il fatto che Fiume, per la sua posizione di diritto pubblico costituisce un Corpo separato e perchè inoltre una simile arbitraria soluzione delle sorti di Fiume verrebbe in piena contraddizione col diritto autodeterminativo dei popoli (approvazioni dalla sinistra) mi permetto di fare la seguente dichiarazione. (Dai banchi del partito del lavoro: « Per incarico di chi ? »).