144 PARTE PRIMA - CAPITOLO SETTIMO Così i’ Italia vittoriosa dei nemici e di sè stessa, volgendosi per breve ora a contemplare il travaglio offerto nella guerra e dopo, riconosceva in Benito Mussolini, come prima in Gabriele d’Annunzio, l’artefice infaticabile e il precursore veggente della sua nuova grandezza. L’alta benemerenza di Gabriele d’Annunzio e di Benito Mussolini non ha necessità di altri commenti : essa è nella coscienza nazionale. Apoteosi di una superba lotta di uomini liberi, la vittoria di Fiume consacra nelle pagine della stona nuova del Risorgimento la memoria degli eroi e la memoria dei caduti. Sono quelli che precorsero gli eventi e si immolarono al nuovo altare della Patria. Sono i caduti fiumani nella guerra d’ Italia, per la realtà della più grande Italia. Una lapide scoperta dal Re nell’aula dell’antico Comune italico e inghirlandata di una corona regale, ne segna per l’eternità la gloria immortale : Quanti — Nella aspra avanzata di Fiume — Per la conquista della Patria — E prima voi immacolati araldi — della fede delle speranze nostre — Mario Angheben — Galiano De Marco — ìp-parco Baccich — Annibaie Nofferì — Eroi — Caduti in battaglia contro il nemico — Nel giorno sacro dell’annessione d’Italia — Qui proclamata il XXX ottobre MCMXVIII — Tutti — Nell’immensa gloria rifulgono — Come nella gratitudine e nella storia nostra immortale — 11 Comune di Fiume — 11 XVI Marzo MCMXXIV. L’albo d’oro di Fiume ha i nomi dei quattro caduti primi fra quanti, anche nella nuova battaglia per la salvezza dei confini, si spensero sulla terra olocausta. I loro nomi sono scolpiti nel nostro cuore : e queste pagine li riconsacrano, per la storia, alla storia. Morirono in Fiume d’ Italia, per la causa della libertà e dello spirito, dalla Marcia di Ronchi al Natale di sangue, al riscatto del territorio : Nella lotta per la resistenza di Fiume : Luigi Siviera, soldato; Albo Bini, pilota aviatore ; Giovarmi Zep-pegno, pilota aviatore; Basilio Scaffidi e Enzo Ferri, aviatori, e sentinelle del Monte Maggiore.