228 PARTE SECONDA - CAPITOLO SESTO a svolgere la sua specifica funzione fra noi, 1’ Ungheria e la Bulgaria, paesi poco più distanti dall’ Italia di quanto non siano la Francia del Nord, il Belgio, l’Olanda, la Gran Brettagna e i Paesi Bassi attraverso la Svizzera, che rappresenta la via più breve e più conveniente per le relazioni fra questi stessi paesi e 1’ Italia. È necessario pertanto, anche all’ infuori della misura dei benefici immediati che può dare la Jugoslavia con la sua partecipazione al porto di Fiume, conciliare l’Ungheria e i Paesi balcanici in un’unica visione di utilità economica, ad evitare che una persistente ostilità fra Belgrado e Budapest, o meglio una ostilità decisa contro 1’ Ungheria, tolga a questa ogni libertà di movimento, creando così un nuovo blocco contro Fiume. Di fronte a questo problema giova tener presente anche la speciale situazione dell’Ungheria sulla quale l’opinione pubblica italiana è scarsamente illuminata. I rappresentanti dell’ Ungheria hanno più volte affermato, anche recentemente, che il loro paese dovrà necessariamente servirsi di Fiume per i suoi traffici, i quali ritroveranno man mano tutta la loro efficienza ; e questa necessità, ampiamente illustrata nel memoriale presentato nella primavera del 1920 dal Conte Teleky alla Conferenza della Pace, fu anche riconosciuta, come si è già accennato, dall’Alto Consesso che, dopo la clausola della rinuncia a Fiume, comprese negli articoli 268 e 294 del Trattato del Trianon, la condizione richiesta di permettere all’ Ungheria la ripresa dei traffici attraverso un porto dell’Adriatico (e gli Ungheresi scelsero Fiume) mediante opportuni e convenienti accordi con gli altri interessati. L’ Ungheria di oggi, dunque, che ad onta della mutilazione subita col Trattato di pace, ha mantenuto della totalità delle sue industrie prebelliche il 52%, mentre tali industrie gravitano sulla Jugoslavia con un aumento del 7%, peserà per una esportazione dei suoi prodotti e per la importazione di materie prime ed industriali sul porto di Fiume con una quota molto più alta di quella jugoslava che al traffico totale prebellico di Fiume concorreva con meno del 20%. È quindi vitale interesse di Fiume di mantenere nella propria sfera d’attrazione il mercato ungherese. La condizione essenziale per adempiere a tale funzione si e l’assicurazione all’ Ungheria e a Fiume non solo dell’ indistur-