68 PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO stituito il nuovo Gabinetto, presentato il 22 maggio, avvenne il noto eccidio di Roma. Gruppi di nazionalisti e di studenti, dopo una commossa cerimonia per l’anniversario della guerra, si dirigevano per Via Nazionale cantando l’inno di Mameli. Improvvisamente furono presi a fucilate dalle Guardie Regie : alcuni dei giovani rimasero sul terreno. Il Capo del Governo trovò nel tragico episodio il pretesto politico : fece arrestare durante la notte tutti i dalmati e i fiumani residenti in Roma. A tutti i Commissari di P. S. era stata infatti diramata la seguente circolare: « Prego procedere entro notte arresto tutti dalmati e fiumani residenti a Roma, eccezion fatta noti Grossich e Bellasich, sequestrando carte e documenti in loro possesso da cui emergesse l’importanza in linea politica degli arrestati. Dovranno essere avviati alle carceri a disposizione della R. Questura, per ulteriori provvedimenti ». L’enormità di tale ordine, eseguito a perfezione (furono arrestati perfino nella loro abitazione vecchi irredenti, studentesse e bambini, di nottetempo e cacciati brutalmente in carcere) rivelò in tutta Italia la mortificazione di una siffatta politica impastata di debolezza e di paura fisica. L’On. Nitti aveva cercato in tutti i ‘ modi, con ogni mezzo, di liquidare la questione adriatica, tarpando le ali della vittoria : la questione adriatica liquidava adesso definitivamente l’On. Nitti. L’11 giugno 1920 di fronte ad una Camera sollevata di unanime indignazione (perfino il compare Modigliani, quello della repubblichetta concepita con Nitti, si scagliò contro la « repressione brutale e pazzesca verso coloro che si muovono per via in nome di un ideale in cui credono ») il nuovo Ministero Nitti volse in fuga ancor prima di attendere il giudizio del Parlamento. A Nitti succedeva Giolitti. Il pericolo imminente era scomparso. La lotta di Fiume si fece più serrata e stringente. Di fronte alla minaccia ogni giorno più prossima, di una soluzione cape' stro, sulla formula dell’ indipendenza e della tutela della Società delle Nazioni, i rappresentanti di Fiume in tutti gli atti ufficiai’ e non ufficiali con i quali si affermava la loro azione, stabiliva110