DA VITTORIO VENETO A FIUME 3 strare la questione di Fiume al Presidente americano, insieme allo stesso Orlando. Fu un convegno di intensa drammaticità, ove la figura di Ossoinack potè primeggiare per l’energia dimostrata e per l’abilità con cui nel breve giro di un’ora, col corredo di una grande carta esplicativa, riuscì a battere tutte le osservazioni e le pregiudiziali di Wilson. Il quale, sciogliendo la riunione, parve veramente scosso dalle solide argomentazioni del buon parlatore d’inglese, nudo e preciso di parole e di fatti, come si può rilevare dal testo delle dichiarazioni che riportiamo in appendice (documento N. 1 ) ('). Fiume chiedeva a sua volta, a mezzo del suo Consiglio Nazionale, la ratifica della decisione del 30 ottobre 1918; il 16 aprile 1919, confermando le linee del citato memorandum, votava una seconda volta, con altro plebiscito indimenticabile, la sua volontà di unione all’Italia, inviando contemporaneamente alla Conferenza il seguente dispaccio : « Il Consiglio Nazionale del 30 ottobre 1918 che solennemente dichiarò l’unione di Fiume all’Italia e pose il suo voto plebiscitario sotto la protezione dell’America, attende dalla Conferenza la rivendicazione del suo diritto, della giustizia e della libertà, affinchè tale diritto sia reso inviolabile secondo la volontà unanime del popolo di Fiume. In queste ore, in cui si decide il fato di Fiume, il Consiglio Nazionale si appella al senso di giustizia della Conferenza, esprimendo la sua ferma fiducia che il plebiscito basato sopra i principii cardinali del Presidente Wilson, sarà ratificato dalla Conferenza. Fiume che nel 1720, nel 1779, nel 1867, e nel 1918 decise da per sè del suo destino, riafferma con voto plebiscitario il suo indistruttibile diritto di autodecisione, e la sua inalterabile volontà di appartenere all’Italia. F.to Presidente GROSSICH ». 0) L’impressione suscitata da questo convegno fu grandissima negli ambienti politici della Conferenza. Al ritorno dell’on. Orlando all’Edoardo VII, sede della Delegazione italiana, alla presenza di numerosi giornalisti italiani, si accese una vivace discussione intorno alla questione di Fiume. L’on. Orlando volle esprimere all’on. Ossoinack ivi presente la sua più viva soddisfazione per la perizia da lui dimostrata nell’affrontare Wilson e nel prospettargli * termini del problema. Il che fece guadagnare al rappresentante di Fiume le generali simpatie. L’on. Orlando anzi, fece al riguardo, dinanzi a tutti, questa dichiarazione solenne : « Per il coraggio con cui ha sostenuto il nostro diritto, all on. Ossoinack dovrebb’essere decretata la medaglia d’oro al valor militare ».