190 PARTE SECONDA - CAPITOLO TERZO il retroterra naturale di Fiume, cioè tutta la zona meridionale della ex Monarchia Austro-Ungarica ; si ebbero inoltre relazioni molto importanti coll’Italia, col Levante, coll’Asia Minore, con l’Africa del Nord, con la Francia e perfino con l’Inghilterra. Dopo la guerra la Raffineria si prefiggeva di penetrare soprattutto nel mercato italiano, ove è riuscita a conquistarsi una grande clientela, data l’ottima qualità dei suoi prodotti ed i suoi prezzi di assoluta concorrenza. Anche le vaste relazioni sugli altri mercati, cessati per forza di cose durante la guerra, si stanno ora gradualmente riprendendo. La Raffineria di Olii Minerali era, si può dire, l’unica industria la cui attività non cessò nemmeno dopo il crollo della Monarchia Austro-Ungarica, avendo cominciato a rifornire di benzina e di olii lubrificanti tutti i Comandi militari che trovavansi in Fiume e in particolar modo quelli dell’Esercito Italiano. Nel periodo di trambusto e di arenamento di ogni attività, la Raffineria è sempre stata appoggiata dalle Autorità Italiane, sia per l’importanza della stessa, sia nell’interesse della città, poiché la Raffineria, malgrado il suo esercizio ridotto, dava occupazione a 300 persone tra impiegati e operai. D’altra parte la Raffineria seppe fare tutti gli sforzi necessari per essere all’altezza della situazione. Dopo il crollo della Monarchia Austro-Ungarica, nella ferma speranza del ricongiungimento di Fiume alla Madrepatria, si aprivano per la Raffineria nuovi orizzonti e quindi essa si proponeva nuovi scopi. Divenuto il maggiore Stabilimento italiano di questo genere, la Raffineria fu orgogliosa di vedere pienamente concorde, con le proprie direttive, la politica petrolifera che l’attuale Governo con larghezza di vedute aveva iniziato. Scopo di tale politica è quello di rendere indipendente 1’ Italia, per quanto possibile, nel mercato dei prodotti petroliferi. Una delle fasi più importanti è stata 1 assunzione da parte del Governo Italiano della maggioranza delle azioni della Raffineria che fin dal principio seguiva una politica prettamente italiana, ed è divenuta ora, coll’annessione di Fiume, una vera industria nazionale. La Raffineria, che costituisce già un fattore importante dell’ industria petrolifera nazionale, contribuisce indub-biroente con la sua attività allo sviluppo di tale industria. Forte deH’attività passata e presente, posta ora sotto l’egida del Governo italiano, essa si affermerà sicuramente sul mercato nazionale ed estero,