DA VITTORIO VENETO A FIUME 25 On. OssoiNACK : Dirò anche questo ! È ridicolo ! Non siamo iunti ancora al punto da fare questa domanda ! « Con richiamo a questi concetti quale deputato di Fiume eletto d unanimità (verso il partito del lavoro : Comprendono ?) mi perito di fare la seguente dichiarazione (legge) : « Avendo l’Austria-Ungheria nella proposta di pace fatto suoi i rincipii del diritto autodeterminativo dei popoli proclamato da Vilson, così anche Fiume, quale Corpo separato, rivendica per sè uesto diritto di autodeterminazione. In conformità a ciò essa chiede li poter esercitare senza limitazione di sorta, il diritto autodieci sivo ei popoli. Mi sono permesso di precisare innanzi a quest’Eccelsa amera quest’atteggiamento semplice ma preciso: Fiume sta adun-ue nella base del diritto di autodeterminazione dei popoli ». (Applausi e approvazioni dalla sinistra, rumori dalla destra). Proprio in quei giorni uomini politici e giornali croati dichiaravano che la Croazia, traendo le conseguenze dell’ accettazione dei postulati democratici del Presidente Wilson da parte delle Potenze Centrali, si sarebbe proclamata stato indipendente reclamando la « restituzione » di Fiume ; e prospettandosi già la formazione politica di una Jugoslavia — di cui s’eran gettate larghe basi nella vasta propaganda svolta in America da emissari di tutte le giostre intemazionali — si affermava da ogni parte la sicura cessione ad essa del corpo separato di Fiume. Le dichiarazioni dell’On. Ossoinack ebbero pertanto duplice efficacia storica, in quanto, riconsacrando il carattere di indipendenza nazionale e l’italianità indiscussa della sua città, ne rivendicava il diritto politico di autodecisione (‘). (1) Basti dire che la stessa stampa di Budapest e di Vienna, all’indomani di questa manifestazione, oltre ad osservare l’audacia del Deputato italiano, non si dispensò dal considerare la questione di Fiume già aperta alla possibilità di una soluzione italiana. L’organo socialista Nèpszava così scriveva : « A nome della cittadinanza italiana di Fiume (Fiume che era italiana e rimane italiana) il deputato della città, dichiarò di pretendere decisamente il «fitto di autodeterminazione dei popoli. Si pronunziano le nazionalità! ». li ^Budapest Hirlap scriveva : « Anche Ossoinack, deputato di Fiume, fece una dichiarazione la quale contiene che Fiume è una città non croata, ma italiana, e che come corpo separato ricorrerà pure al diritto di autodecisione dei popoli. La questione di Fiume è aperta». Il Pesti Naplo scriveva ancora: «Andrea Ossoinack, deputato di Fiume, dichiarò che Fiume fu sempre italiana e che tale resta, e con un doppio senso che non ha che un senso solo, si prò-