114 PARTE PRIMA - CAPITOLO QUARTO nuovamente rifugiato con i suoi fidi in quel di Porto Re, sia a Belgrado che a Ginevra ! Azione in grande stile, spiegata con tutte le armi della calunnia, dell’insinuazione, della vergognosa diffamazione dell'Italia all’estero ; azione destinata tuttavia, an-ch’essa, a clamorosamente fallire (‘). (x) A Porto Re il presidente spodestato ricostituì coi suoi consiglieri e ministri e con le sue guardie di Stato, il potere distrutto dalle cannonate del Mas, organizzando una vera azione di insinuazioni e di spionaggio contro l’Italia e gli italiani di Fiume. Egli riuscì anche a far arrestare ai posti di confine, dai gendarmi serbi, alcuni legionari che gli zanelliani indicarono come nemici pericolosi della Jugoslavia e che perciò furono trascinati in catene, da una prigione all’altra del territorio croato e serbo. Tipico il caso del collega Arnaldo Viola, valoroso mutilato di guerra ;ex ufficiale del nostro Esercito 'e redattore della Vedetta d'Italia, il quale rimase prigioniero per alcuni mesi e ne ritornò calpesto e malconcio in salute per le sofferenze e le privazioni inflittegli nella lunga segregazione, specialmente dalla gendarmeria croata. I militari e gli ufficiali serbi, a sua dichiarazione, ebbero invece verso l’ex combattente italiano comportamento cavalleresco : e lo rileviamo a loro onore.