38 PARTE PRIMA - CAPITOLO PRIMO Singolare, significativo e pertanto, degno di memoria, è il seguente fatto occorso al primo delegato italiano alla Conferenza di Parigi, Vittorio Scialoja, poco dopo l'insediamento di Gabriele d’Annunzio a Fiume, che determinò, come è noto, la partenza degli effettivi e delle navi alleate, condannando implicitamente e definitivamente annullando la pericolosa ingerenza internazionale sulla questione di Fiume. 11 fatto, poco noto, è narrato dallo stesso Scialoja (v. Vitalia alla Conferenza della Pac'e - Roma 1921) nei seguenti termini: « Un giorno venne da me Polk. rappresentante degli Stati Uniti d’A. nel Consiglio Supremo in quei tempi e mi fece queste dichiarazioni, alle quali io diedi questa risposta, che quasi testualmente, per quanto la memoria può aiutarmi, riferisco: « Ho il dolore — disse il Polk — di dover compiere verso di voi una incresciosa missione del mio Governo. A Fiume vi sono delle navi armate le quali battono bandiera italiana, ma non hanno ciurma italiana, hanno una ciurma d’Annun-ziana: Riconoscete voi come navi da guerra italiane queste navi ? ». (Badate all’insidia ricordando i tempi e i pericoli in cui eravamo). Mia risposta: « 11 Governo italiano non reclamerà per questo, « Dunque son navi pirate ». Mia risposta : « La parola in italiano ha un senso poco onorevole che io respingo, ma se voi intendete per navi pírate, secondo il significato inglese della parola italiana, navi abusivamente armate sotto bandiera italiana io vi rispondo: sono navi pirate ». « Per conseguenza (continua il Polk) se vi sarà uno scontro di esse con le navi americane, il Governo italiano non potrà reclamare ». Mia risposta : « Il Governo italiano non reclamerà per questo, come voi non potrete reclamare se in un eventuale scontro fossero recati danni alle vostre navi ». « Sta bene: allora non ho altro da dire ». « Le mie risposte — io aggiunsi — sono giuridiche fino a questo, ma io come amico degli Stati Uniti, devo farvi due osservazioni. La prima è che se il Governo italiano, come tale non reclamerà giuridicamente, perchè queste navi non sono giuridicamente navi da guerra italiane, lo spirito pubblico se ne risentirà, e se ne risentirà in tal modo, che io non assumo nessuna responsabilità di quello che potrà avvenire. In secondò luogo vi avverto che su queste navi sono alcuni tra i migliori marinai italiani e fra gli altri quelli che hanno calato a fondo le corazzate austriache sicché se quelle navi avranno uno scontro con le vostre, la probabilità di calare a fondo io non so per chi sia maggiore e non so neppure quale effetto avrà un fatto simile