L’ ITALIA E FIUME DI FRONTE AGLI ALLEATI 51 vano e scrivevano i suoi seguaci (‘) « che fecero trasmettere in America la minaccia di un blocco economico, perfino di un’immediata cessazione dell’invio di derrate alimentari dall’America all’Italia, ove questa non si fosse arresa alla volontà di Wilson. Era il ricatto che nella sua stessa forma di violenza industriale, rivelava le origini industriali e commerciali della pressione internazionale su Wilson » : il ricatto che più tardi doveva ripetersi con una specie di intimidazione personale fatta dal Presidente americano al Capo del nostro Governo. III. La parte del Comando dannunziano, in questi 'frangenti, non fu né semplice né inutile. Abbiamo detto come e quanto Fiume abbia lottato contro ogni minaccia di soluzioni assolutamente contrarie alla sua volontà e alla sua posizione di Corpus separa-tum. Anche Fiume, attraverso il Comando legionario e con l’aiuto di qualche sincero amico, che si studiava di avvicinarsi agli Alleati, volle ad un certo momento tentare di tagliare il nodo gordiano delle trattative e dei progetti sempre più temibili, raccogliendo a sua volta e precisando in un chiarissimo documento le attestazioni dei rappresentanti il mondo politico, economico, industriale e finanziario di Fiume, appartenenti alle varie nazionalità interessate all’attività fiumana, circa la convenienza di una soluzione corrispondente alla realtà della situazione e alle sue necessità. Tale documento, redatto 1’ 11 ottobre 1919 e sottoscritto, ltrechè dai rappresentanti al convegno suindicato, dal Coman-ante d Annunzio, passò sotto il nome di : « Progetto fiumano ichard », dal fatto che il nostro eminente collega francese chille Richard, invitato alla riunione, fu incaricato di fame ervenire copia alla Conferenza della Pace, a mezzo di influenti Questione adrìatica vista d’oltre Atlantico, pag. 150 e segg V. Bibliografia).