186 PARTE SECONDA - CAPITOLO TERZO modello, che la Germania volle riservato a sè, raggiunse 17 miglia in un percorso di 760 metri. 11 siluro fiumano entrava così risclutamente in una vita pratica anche mercè un forte anticipo finanziario fatto a Whitehead dalla Germania, che, fra gli altri ufficiali specializzati, mandava a Fiume ad apprendere la costruzione dell’ordigno il giovane tenente Tirpitz che doveva essere poi il grande ammiraglio della Marina Imperiale ed il tenace organizzatore della guerra sottomarina. Nel 1875 la Svezia, Norvegia e la Danimarca acquistarono il diritto di usare della invenzione; nel 1876 la Russia e la Turchia, la quale ultima fece studiare il lancio dei siluri dalla costa per rendere inviolabili i Dardanelli. Nel 1877 il Portogallo adottava il siluro Whitehead, seguito dall’Argentina, dal Chili e dalla Grecia. Nel 1891 gli Stati Uniti e nel 1895 il Giappone, che abbandonava la fabbrica di siluri Scharzkopf di Berlino, fatta sorgere dalla Germania per la riproduzione dei siluri Whitehead. Similmente la Cina, che si serviva della fabbrica di Berlino, nel 1901 indirizzava le sue ordinazioni a Fiume. Nel 1885 il conte Hoyos, ungherese, sposato a una figlia di Roberto Whitehead, ne diventava anche socio, e la ditta divenne Whitehead e C. alla quale fu anche nel 1887 associato il figlio John Whitehead. Intanto lo Stabilimento di Fiume era venuto così acquistando una tale rinomanza mondiale da destare l’invidia degli industriali inglesi, i quali constatavano che all’infuori dell’Arsenale Reale inglese, che utilizzava l’invenzione di Whitehead per la marina britannica, nessun altro stabilimento riusciva a battere quello fiumano : non quello di Berlino (che anche durante la guerra non riusciva praticamente a servire la sua Marina che affannosamente doveva premere sulle fabbriche di Fiume); non quello inglese che Roberto Whitehead, per dovere nazionale, faceva sorgere come filiale di quello di Fiume a Weymouth nel Portland harbour. E pertanto, la condotta dei maggiori industriali inglesi, forse spinti dal proprio governo, era diretta ad avere la padronanza della fabbrica fiumana, che consideravano inglese, ma la cui fama era, sia pure in parte, dovuta alla genialità della razza italica. Le case Armstrong e Vickers, associate in ogni intrapresa all’estero, giunsero così nel 1905 ad acquistare, in parte dalla famiglia Whitehead e dal conte Hoyos, la pratica maggioranza azionaria della fabbrica fiumana e così, di conseguenza, della filiale di Weymouth. Nel 1912 il governo della Repubblica Francese, non volendo dipendere né da Fiume, né dall’Inghilterra, sollecitava la Whitehead di dare il sua ausilio tecnico e la sua assistenza personale ad una fabbrica che doveva sorgere a Saint Tropez. Superate anche qui, mediante l’assistenza e la coopera-zione dei tecnici di Fiume, le inevitabili iniziali difficoltà, mentre la società francese si avviava nella competizione industriale europea, gli inglesi Arm-strong e Wickers riuscirono, in un momento di crisi, ad acquistarne la maggioranza azionaria, concentrando pertanto nelle loro mani le tre fabbriche europee che potevano disputarsi il mercato del siluro, e che sole dovevano po1 esistere durante la guerra. Finita la grande guerra, le vicende che attraversava Fiume, ingrandite artatamente all’estero, debbono avere influito stranamente sull’animo dei maggiori azionisti della Whitehead per giungere sino a persuaderli di togliere allo Stabilimento, ormai italiano, ogni appoggio, per modo che ne determinavano il fallimento. Restavano così solamente due centri per la fabbricazione dei siluri : Wey-mouth e Saint Tropez essendo anche, dopo la guerra, soppressa la fabbrica di Berlino ; tutte le potenze avrebbero dovuto perciò diventare tributarie de l’industria inglese per la fabbricazione di questa terribile arma di guerra.