SITUAZIONE GEOGRAFICA E MILITARE DI FIUME 153 germaniche e celtiche che le avevano passate anche pacificamente, e le rimandarono ai loro rispettivi pascoli, affermando che le Alpi « dovevano essere di mezzo come una barriera ». D’altra parte, secondo alcuni storici romani, le Alpi costituivano il Vallo e il Danubio la Fossa, donde la necessità di avere in dominio 1’ intero massiccio curvilineo delle montagne, o almeno la parte sufficiente per impedire un facile sconfinamento da parte delle Nazioni situate a nord. Considerato come l’assetto definitivo del nostro confine dovesse infine prevedere la possibilità di un attacco combinato contro 1’ Italia dalla parte nord e da quella est, cioè dal Tirolo e dalla Croazia, e che il confine del Brennero sopraccennato (che la Conferenza della Pace, malgrado le varie resistenze, finì per riconoscerci) costituisce, per una tale eventualità, un ostacolo veramente imponente, era naturale che ci preoccupassimo del confine ad oriente, sulle Giulie, discendente ed aperto a più ampi valichi. Fisicamente l’andamento generale del confine orientale d’Italia tTae le sue premesse dal concetto fondamentale che la Venezia Giulia forma un solo ed unico individuo geografico con la restante Venezia. Negli appunti storici contenuti nel libro su citato La Venezia Giulia (pag. 6 e segg.) è scritto: Fisicamente le Alpi Giulie non hanno soluzione di continuità dalle Gamiche ; geologicamente Carniche e Precamiehe, Giulie e monti che recingono l’Istria hanno caratteri comuni per strette analogie di roccie, di fossili, di relazioni stratigrafiche. Entro il cerchio di queste montagne unico fu, secondo i geografi, il processo formativo della pianura. Nella lontana infanzia di questa terra, il mare batteva con le sue onde i piedi delle Alpi Carniche, come quelli delle Giulie, del Carso, dei monti istriani. Per vicenda implacabile più volte millenaria, la stretta del gelo, 1 ardore del sole, la furia instancabile dei venti addentarono, sgretolarono le nude cime, i dorsi e i fianchi poderosi : le roccie franarono, le nevi disciolte, le acque pioventi, scendendo a valle, trascinarono i rottami e li depositarono fra piede e piede montano, colmando gli interstizi, saldando man mano le opposte elevazioni. Lentamente così il mare venne vinto. Prima bassifondi,