L' ITALIA E FIUME DI FRONTE AGLI ALLEATI 47 I! Presidente Wilson assunse un atteggiamento che lasciò chia-mente comprendere che anche questa volta la parola in via finitiva spettava ai jugoslavi. Egli disse che era pronto ad accettare la formazione di uno stato libero di Fiume, ma soltanto come proposta da sottoporre alla decisione dei jugoslavi. Per suo conto osservò che la Commissione doveva essere com-sta più opportunamente di due membri nominati dal Governo faliano, di un membro nominato dal Governo jugoslavo, di un embro nominato dallo Stato libero di Fiume, e di un membro minato dalla Lega delle Nazioni. Accettava 1* assegnazione l’Italia dell’isola di Lussin ma esigeva che, oltre a Veglia, venisse aggregata allo Stato libero di Fiume anche l’isola di Cherso, ■Ilo scopo di porre gli accessi di Fiume sotto il dominio esclusivo aello stato fiumano, sembrandogli che altrimenti l’Italia avrebbe finito per controllare e dominare l’accesso a Fiume. L’On. Orlando dichiarò che era pronto a sottoporre alla Delegazione italiana il progetto Tardieu, ma non poteva acconsentile nè alla rinunzia a Cherso, nè ad alcun’altra delle isole dalmate, oltre quelle di Meleda, Lesina e Curzola. Accettava peraltro le proposte fatte dal Presidente Wilson circa la composizione della Commissione amministrativa dello Stato libero di ■ iume. Wilson replicò che si sarebbe adoperato « con tutta la sua amicizia » verso i jugoslavi per giungere ad un accordo ; ma il 29 maggio stesso in un primo colloquio coi jugoslavi, Wilson ebbe J"na risposta negativa. Il 7 giugno presentava all’On. Orlando un memorandum, là accettato dalla Delegazione francese e inglese, il quale mutava nelle sue linee essenziali il progetto Tardieu a favore dei jugoslavi, cosicché la Delegazione italiana decideva di respingerlo. In questo memorandum, cui tenne dietro la risposta di Orando, il confine per lo Stato di Fiume partiva da Punta Fianona nzichè da Volosca, come era nel progetto Tardieu, togliendo osi all’Italia il possesso di tutta la penisola istriana; veniva dotto a cinque anni il termine del plebiscito, il quale doveva ssere fatto complessivamente e non per zone ; assegnava Sebe-ìco ai jugoslavi e Zara alla Società delle Nazioni ; ci si toglie-ano Cherso e tutte le isole dinanzi a Sebenico. Era evidente