158 PARTE SECONDA - CAPÌTOLO PRiMO perialismo ¡I paese che esigeva dei termini territoriali ben definiti e facili a difendersi. Imperialista è lo Stato che viola artificialmente le ovvie indicazioni fornite dalla natura e traccia dei confini esclusivamente politici passando sopra le valli, i monti, i fiumi, i laghi e calpestando ogni ragione etnica linguistica e storica. Confine imperialista era quello che l’Austria-Ungheria aveva preteso dopo la guerra del 1866 perchè mediante tale confine l’Austria poteva preparare ed eseguire operazioni militari in territorio italiano in condizioni di straordinario vantaggio, e questo vantaggio si era ottenuto contraddicendo in modo potente ad ogni legittimo diritto degli abitanti e ad ogni indicazione deducibile della topografia locale. Imperialistico, inoltre, era ogni disegno territoriale jugoslavo teso a turbare la logica armonia del futuro confine, sia invadendo terre esclusivamente italiane, sia togliendo a noi quelle posizioni che sole potevano tutelare la sicurezza della intera Nazione e i suoi diritti di difesa. La Nazione jugoslava, che non era ancor nata, nel 1918 si era già prefissa dei confini da grande potenza. Da ogni parte essa entrava violentemente con punte e con curve in territorio altrui : in Ungheria fino al di là di Szegedin ; in Romania al di là del crinale carpatico ; in Albania fino a Scutari ; in Macedonia fino quasi a Salonicco. In Italia i jugoslavi si contentavano di pretendere una buona parte del Friuli, compresa naturalmente Udine. Non parliamo delle isole dell’arcipelago istriano e dalmata, le quali dovevano diventare quasi un’ immensa base di operazioni per una campagna aggressiva contro le coste adriatiche dell’ Italia. Un’Austria-Ungheria peggiorata, insomma, le cui premesse andavano dalla tentata appropriazione della flotta del caduto impero, all’assicurazione estorta al Presidente Wilson perchè in ogni modo le richieste jugoslave, avanzate già durante la guerra nella propaganda in America, fossero strenuamente difese, contro il diritto italiano, alla prossima conferenza della Pace. Nè il pericolo sarebbe stato lieve se il nuovo Stato serbocroato-sloveno che si stava formando fosse riuscito a costituire quel blocco compatto di molti milioni di slavi che si sarebbe