UN ESPERIMENTO FALLITO III mente strappato dalla loro carne dolorante ; Fiume sentì che la questione di Porto Baross veniva compromessa per sempre, anche di fronte alla eventualità dell’ arbitrato svizzero, cui lo stesso Sforza accennava nella parte del suo discorso ove era detto che l’Italia aveva « concesso una piccola parte di uno strumento commerciale che qualunque arbitro imparziale avrebbe riconosciuto a Sussak ». Lo sdegno della cittadinanza si manifestò in dimostrazioni di protesta : maggiori furono quelle promosse dai partiti estremi e specialmente degli elementi legionarii rimasti a Fiume dopo le giornate di dicembre. Fu così che, malgrado la sorveglianza delle Autorità italiane, rappresentate dall’Alto Commissario Foschini, un gruppo di arditi e legionarii, la sera del 27, irrompeva nel piazzale del Delta e occupava il Porto Baross, dichiarando di non allontanarsene se non quando Fiume sarebbe stata garantita che agli jugoslavi non sarebbe mai stato ceduto. Furono prese misure d’ordine, accaddero conflitti tra dimostranti e truppe di alpini presidianti Sussak, vi furono morti e feriti tra i cittadini. E il gruppo di ardimentosi in possesso di Porto Baross andò aumentando giorno per giorno, fino a costituire un vero presidio armato. La bandiera italiana fu issata all’altezza del faro della diga di Porto Baross. L’Alto Commissario non volle spiegare contro il presidio alcuna azione estrema, ad evitare nuovi conflitti e nuove complicazioni. La situazione interna di Fiume andò peggiorando. « Porto Baross, due volte consacrato dal miglior sangue nostro, deve essere e rimanere fiumano ». Così telegrafavano i nazionalisti del Regno ai compagni di Fiume. Il 27 giugno 1921, in seguito al voto della Camera dopo le dichiarazioni del Ministro degli Esteri e del Capo del Governo, il Gabinetto Giolitti rassegnava le dimissioni. L occupazione di Porto Baross e gli incidenti che ne seguirono, riportarono all’attenzione del Paese la tormentosa vicenda di Fiume. Appena composto il nuovo Governo, il Presidente del Consiglio On. Bonomi dispose di sospendere le trattative con i jugoslavi riguardanti la sistemazione di Fiume e di sospendere anche temporaneamente i lavori per i confini, dichiarando così impli-