240 PARTE TERZA le linee ferroviarie tutte le grandi foreste sono più o meno sfruttate, per cui vediamo che dal 1899 al 1908 questa esportazione decrebbe del 30 per cento, e che nel prossimo decennio subirà un ulteriore regresso. Le grandi ricchezze boschive, minerarie ed agricole, sono situate nel centro della Jugoslavia e di conseguenza questo commercio gravita verso i porti meridionali della Dalmazia. WlLSON (interrompendo): Quelle ferrovie incontrano enormi difficoltà per raggiungere la costa a motivo delle alte montagne. OSS0INACK : Caro signore, siete in errore. Anzitutto quelle ferrovie sono di già unite con i porti ed il collegamento può esser fatto con gli altri porti in modo che tutto il sistema ferroviario può venire messo in comunicazione con la costa. In ogni modo tutto il sistema ferroviario interno della Jugoslavia e in parte della Serbia è a scartamento ridotto e quindi non può essere congiunto con quello a scartamento normale della ferrovia Fiume-Budapest. È quindi una assurdità tecnica quella di pretendere che Io scartamento ridotto del sistema ferroviario sia collegato con quello a scartamento normale della ferrovia di Fiume, perchè così tutto il legname, i minerali e le altre merci dovrebbero venir trasbordate per passare dai vagoni di una ferrovia a quelli dell’altra, con perdita di tempo e di denaro, che non può dirsi economico. Il fatto di queste differenze di scartamento ferroviario separa l’intero sistema ferroviario jugoslavo dal porto di Fiume. Perciò Fiume non può essere lo sbocco naturale della Jugoslavia. WlLSON (scattando e accennando alla carta): Non è questione dell’appartenenza di Fiume alla Jugoslavia. E’ questione di un porto necessario a tutto il retroterra, specialmente a quello a settentrione delia Jugoslavia, che deve rimanere aperto a questi traffici. OSS0INACK : Ho grande piacere di sentire ciò, perchè secondo la mia opinione Fiume deve servire tutto il retroterra e questa è la ragione per la quale deve diventare italiana. L’Italia avrà tutto l’interesse di servire imparzialmente e Jugoslavia e Ungheria come tutto il resto del retroterra, conciliando gl’interessi di questi paesi. WlLSON: Fiume dovrebbe essere una città libera, perchè in tal modo sarebbe sicuramente aperta a tutto il retroterra. OssoiNACK : Comprendo che vi sia il desiderio che Fiume sia una città libera per assicurare gli interessi economici deW’interland, ma per questo non è necessario che Fiume sia una città libera, poiché gli stessi resultati si possono conseguire col porto franco. Peggio. La città libera non potrebbe sorreggersi da sola. Vediamo ora che Fiume, che è governata da se, presenta un deficit di milioni. E poi chi dovrebbe fare le investizioni per il porto ? WlLSON: I paesi del retroterra interessati sopporteranno le spese e faranno le investizioni necessarie. OssoiNACK: Ciò significa che Fiume dovrà dipendere da quel paese al quale sarà maggiormente debitrice. Che specie mai di città