138 PARTE PRIMA - CAPITOLO SESTO l’oriente: ad occidente, infatti, vi sono formazioni statali nazionali definitive, ove non possiamo mandare che delle braccia ed anche questo ci potrà essere un giorno o l’altro vietato o ridotto. Le linee della pacifica espansione dell’Italia sono quindi verso l’oriente, ma per giungervi bisognava cominciare con lo stabilire rapporti di cordiale e sincero buon vicinato col primo Stato che s’incontra appena varcate le nostre frontiere. 1 fattori responsabili della politica jugoslava si sono resi conto del vero carattere della politica italiana ed hanno contribuito con buona volontà e indiscutibile lealtà a realizzare l’accordo. L’opinione pubblica italiana ha accolto con segni di unanime soddisfazione la soluzione della questione di Fiume che aveva per troppo lungo tempo paralizzata l’azione diplomatica italiana ed ha accolto con non meno viva soddisfazione l’annuncio dell’accordo politico, le cui conseguenze saranno di grande portata. Anche gli stessi che hanno vissuto con lo spirito e col sangue la passione di Fiume, hanno accettato con disciplina perfetta la soluzione adottata dal Governo. Mi sia concesso a questo punto di ricordare che se Gabriele d’An-nunzio non avesse intrapreso la sua ardimentosa Marcia di Ronchi, oggi Fiume non sarebbe italiana. Governo e Nazione sono unanimi in questo alto e storico riconoscimento, così come sono unanimi nel tributo di gratitudine al Comandante, ai suoi Legionari, ai morti deH’una e dell’altra parte, oggi riconciliati poiché la mèta è stata raggiunta. Quanto alla città di Fiume, essa è, a mio avviso, moralmente e materialmente attrezzata per adempiere sul limite estremo delle nostre frontiere il suo specifico e grande compito, che è quello di costituire uno dei potenti anelli di saldatura fra l’occidente e l’oriente, fra l’Italia e il mondo slavo. Oggi o domani si procederà allo scambio delle ratifiche, dopo di che il Trattato è da considerarsi perfetto. La proclamazione dell’annessione di Fiume avverrà domenica 2 marzo, presente a Fiume S. M. il Re d’Italia ». Lo scambio delle ratifiche fia i plenipotenziari italiani e jugoslavi (S. E. Mussolini per 1’ Italia, il Dott. Antonievic, R. Ministro S. H. S. a Roma per il Regno dei serbo croati sloveni) avvenne alle ore 18,30 del 22 febbraio a Palazzo Chigi a Roma, nel Salone della Vittoria. Lo stesso giorno il testo del Decreto per l’annessione di Fiume veniva pubblicato in un numero straordinario della Gazzetta Ufficiale (vedi doc. in calce al Trattato di Roma) insieme ad un Decreto col quale, accogliendo ì votr