46 PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO riale italiano ('). Nello Stato indipendente era compresa anche l’isola di Veglia. Il Governo di Fiume sarebbe stato composto di cinque membri nominati dalla Società delle Nazioni e di essi due dovevano essere italiani, uno fiumano, uno jugoslavo, uno di un’altra potenza. A Fiume era garentita l’autonomia municipale, conformemente alla costituzione di Maria Teresa, limitatamente al territorio del Corpus separatum. Il porto fiumano doveva divenire porto libero. Era escluso il servizio militare. Niuna imposta doveva essere consentita oltre ■quelle locali. Dopo 15 anni si doveva esperire un plebiscito per zone, Cosicché si veniva a costituire tra l’Italia e la Jugoslavia uno Stato cuscinetto, formato di popolazione slava, nel quale Fiume conservava e rafforzava la posizione eccezionale che godeva già sotto il regime ungherese Corpus separatum con la relativa autonomia municipale, e ciò allo scopo di conservarle il carattere di italianità, anche restando da ogni parte circondata da popolazione slava. 2°) - 1 utta la Dalmazia, neutralizzata, sarebbe stata assegnata ai jugoslavi, meno Zara e Sebenico con le loro circoscrizioni amministrative, che erano poste sotto la sovranità dell’Italia. 3°) - Tutte le isole del trattato di Londra sarebbero state assegnate all’Italia, meno Veglia che veniva ceduta allo Stato libero di Fiume, e Pago, che veniva assegnata alla Jugoslavia, in considerazione della sua quasi aderenza al territorio dalmata che doveva divenire jusgoslavo ». A questo progetto la Delegazione americana oppose subito che occorreva cedere alla Jugoslavia alcune isole del medio Adriatico : la Delegazione italiana si decise alla rinunzia delle isole di Me-leda, Lesina e Curzola. Il progetto Tardieu fu portato l’istesso giorno 28 maggio al Consiglio dei Quattro e su di esso fu aperta la discussione, in conformità delle dichiarazioni fatte. Lloyd George si limitò a richiedere che il Delegato della Lega delle Nazioni avesse voto decisivo nella Commissione amministrativa dello Stato Libero, e voleva che l’istessa Fiume decidesse quale dovesse essere la lingua ufficiale. (l) Copia dei memoriale (7-2-1919) nel riassunto ufficiale pubblicato dal' ì Agenzia « Stefani » il 12 febbraio 1919, trovasi nella Raccolta di documenti della questione adriatica, ordinata da A. TAMARO in « Politica », 30 aprile 1920, pag. 239 e segg.