52 PARTE PRIMA - CAPITOLO SECONDO amici comuni. Il documento, che pubblichiamo nel suo testo integrale in appendice (N. 9) si basava sui seguenti punti ■ 1°) - Pieno riconoscimento del voto plebiscitario del 30 ottobre. Città, porto, stazione, territorio, vengono annessi all’Italia. 2°) - Pieno riconoscimento dell’importanza del porto di Fiume per il retroterra e cioè tanto per la Croazia quanto per l’Ungheria, l’Austria, la Czeco-Slovacchia e la Romania. La città, il porto, il cantiere navale, la stazione, il territorio vengono sottomessi al regime di « porto franco ». Quando si parla di sovranità italiana, s’intende sempre con ininterrotta continuità territoriale. Il progetto fu accompagnato da una lettera di Gabriele d’Annunzio a Paolo Deschanel, grande amico del Poeta e allora presidente della Camera francese, al quale si rivolgeva la preghiera di premere con la sua personale influenza sul Presidente del Consiglio Clemenceau, perchè tale progetto fosse accolto alla Conferenza. Il documento pervenne a destinazione. Il 23 ottobre 1919, infatti, Paolo Deschanel scriveva da Parigi a Gabriele d’ Annunzio : « Cher grand Ami. - Votre lettre si émouvante nous a profondément touchés. Nous aussi, nous gardons fidèlement le souvenir de votre visite. Vous avez raison de penser que je suis, pour l’Italie, un ami sûr. Je ne conçois pas la politique française sans l’amitié de votre pays; je ne conçois pas 1’ avenir de I’ Italie sans I’ amitié de la France. J’ai remis votre note au Président du Conseil (') qui l’apportera à la Conférence. Votre dévoué admirateur: PAUL DESCHANEL ». Contemporaneamente tale progetto veniva presentato alla Delegazione italiana alla Conferenza (Tittoni, De Martino, ecc. —■ ottobre 1919), la quale ebbe certamente timore di suscitare nuove (*) George Clemenceau.