COMUNICAZIONI E SERVIZI MARITTIMI 213 rispetto a questi due porti, che però oggi devono necessariamente trovarsi nella stessa posizione verso la Potenza subentrata nell’Alto Adriatico, l’Italia, la quale, possedendo i porti di Trieste e di Fiume può esercitare il controllo sulla navigazione dell’Alto Adriatico e armonizzare completamente l’attività dei due porti nella sfera degli interessi generali dell’economia adriatica. Per poter apprezzare nel suo giusto valore la funzione dell’« Adria » nel periodo prebellico, giova ricordare che le linee da essa gestite erano le seguenti : a) linea Fiume-Spagna, settimanale ; b) linea Fiume-M arsi glia, settimanale ; c) linea Fiume-Marocco, quattordicinale ; d) linea Fiume-Tripoli, quattordici-nale. Linee mensili delVAtlantico : Fiume-Londra ; Fiume-Rotterdam ; Fiume-Anversa; Fiume-Amburgo ; Fiume-Glasgow ; Fiume-Bordeaux; Fiume-Rouen; Fiume-Lisbona. Linea del Brasile: Fiume-Rio de Janeiro, mensile; linea Nord Europa. Linee mensili : Fiume-Liverpool ; Fiume-Hull; entrambi in accordo con società inglesi, con toccate facoltative. La distribuzione e l’efficienza delle linee dell’Adria servivano ad un grande movimento merci di speciale importanza fra Fiume e i porti italiani ed esteri i cui principali prodotti di esportazione erano per importanza : legnami, zucchero, farine, cereali, magnesite, cellulose; prodotti del suolo: fagiuoli, prugne, noci, acque minerali, olii minerali, prodotti delle raffinerie di petrolio, estratti tannici, ecc. ecc. ; e per l’importazione : carbone, riso, macchine agricole, agrumi, zolfo, fosfati, manufatti diversi, ecc. Questi dati sommari dimostrano che il servizio di cabotaggio fatto dal-1« Adria » prima della guerra fra i porti italiani, ridondava anche allora a tutto vantaggio dell’economia nazionale italiana, giacche lo Stato italiano veniva con ciò sollevato dalla necessità ben onerosa di mantenere per proprio conto ed a proprie spese un tale servizio: 1’« Adria » quindi alleviava coi propri mezzi tra porto e porto italiano il congestionato traffico ferroviario, offrendogli colla sua attività un ausilio non indifferente. Per raggiungere tale intento, 1’« Adria » aveva costruito una flotta del tutto speciale, pienamente corrispondente allo scopo, ed aveva creato un servizio di regolarità ineccepibile. Tale servizio può essere ripristinato nella sua piena efficienza coi mezzi tecnicamente perfetti e coll’esperienza profonda della società ben nota negli ambienti commerciali e marittimi italiani. La SITUAZIONE PRESENTE ed AVVENIRE. — Fortunatamente, già nei primi tempi dell’armistizio, il capitale italiano e fiumano, della grande Società di navigazione « Oriente », creata circa 30 anni fa, con intuizione dei nuovi interessi politici dell’Italia nell’Adriatico, è riuscito a conquistare la Società di navigazione « Adria » nazionalizzandola completamente. Con ciò 1’« Adria », con la sua flotta di 27 piroscafi, rappresentanti un tonnellaggio complessivo di circa 86.000 tonnellate, con la sua organizzazione risultante dall’esperienza di lunghi anni di lavoro, colle sue relazioni friel retroterra, è passata in mani italiane, assicurandola al porto di Fiume per avere questo strumento al servizio dell’economia italiana, e farla pesare nel giuoco politico di Fiume. E mentre prima della guerra, 1’« Adria » rappresentava il massimo istru-mento dell’espansione politica-economica ungherese e sussidiariamente anche un interesse economico italiano, per le sue frequenti e regolari toccate di porti italiani, oggi 1’« Adria » rappresenta un istrumento altrettanto importante per iume stessa e per la penetrazione italiana nel retroterra : essa può dominare ” traffico di Fiume. L « Adria», quindi, colFappoggio dell’Italia, può sostenere e vincere la concorrenza delle bandiere estere a Fiume, riattivando il commercio del retroterra e riallacciando le relazioni che l’Italia deve rinnovare nel proprio intense attraverso il porto di Fiume, sia nella Jugoslavia, che nell’Ungheria. er raggiungere questo scopo, per mettere a contatto il mercato italiano Co mercato del retroterra fiumano, per rendere possibile lo scambio dei prò-