I DOCUMENTI 275 più considerevole di abitanti di un’altra razza. L’Italia ha reclamato il controllo navale dell’Adriatico; le è stato accordato dandole le tre chiavi di questo mare : Pola, Valona ed una base insulare centrale. Queste concessioni non essendo state sufficienti a soddisfare la rivendicazioni italiane, altre se ne sono fatte nella valle di Sexten, a Tarvis, ad Albona, alle isole di Lussin, per le frontiere dello Stato libero di Fiume ed altrove. Nel nostro desiderio di agire generosamente noi abbiamo accolto la rivendicazione italiana di un mandato sull’Albania, sperando sempre che i nostri sforzi conciliativi provocherebbero una generosa risposta dagli uomini di Stato italiani ». Alle considerazioni così svolte dal signor Lansing, i tre Rappresentanti alleati desiderano aggiungere un altro argomento. Così facendo essi confidano che il Governo italiano non attribuirà loro il desiderio di voler dare un giudizio circa questioni di alta politica italiana per le quali il Governo italiano pretenderà a buon diritto di esser il miglior giudice. Ma invocare un argomento storico' deve essere permesso ai rappresentanti di tre Nazioni per le quali la liberazione dal giogo straniero di terre italiane è stato durante generazioni oggetto di nobili e spesso terribili lotte, di costanti preoccupazioni e di simpatia. L’Italia moderna ha conquistato nei cuori di tutti i popoli desiderosi di libertà un posto ch’essa non ha più perduto: uno spirito di puro patriottismo faceva brillare agli occhi dei suoi figli il prezioso ideale di riunire sotto la bandiera italiana le vaste provincie un tempo comprese nelle frontiere italiane che erano state nel passato e che sono tuttora rimaste essenzialmente italiane, grazie alla loro compatta popolazione italiana. Le simpatie del mondo hanno accompagnato l’Italia nella sua avanzata fino ai limiti estremi delle terre irredente, mentre essa si proponeva la realizzazione del principio sacro della libera determinazione dei popoli. Questo principio è oggi invocato da altre Nazioni. Le reazioni complicate che i fattori etnici, geografici, economici e strategici esercitano gli uni sugli altri non permettono sempre di applicare nella sua integrità il principio etnico. Piccole comunità isolate, circondate e sommerse da popolazioni di un’altra razza, non possono nella maggior parte dei casi essere riunite al territorio della loro Nazione, dal quale esse sono separate di fatto. Ma nella sua forma generale rimane il principio che non è nè giusto, nè abile annettere, come bottino di guerra, territorii popolati da una razza straniera ardentemente desiderosa e capace di costituire uno Stato nazionale distinto. Da questo punto di vista non è una politica molto raccomandabile quella che consisterebbe nell’assegnare all’Italia dei territorii puramente jugoslavi, mentre questa annessione non è imposta nè da necessità di sicurezza, nè da considerazioni geografiche o economiche. Questo avrebbe certamente per resultato di creare all’interno delle