152 PARTE SECONDA - CAPITOLO PRIMO La terribile guerra che ci era costata tanto sangue e che aveva portato il nostro debito pubblico da 17 a 85 miliardi, non poteva terminare senza aver dato all’Italia confini strategici soddisfacenti. E per soddisfacenti si intendevano non già propizi alle invasioni delle terre altrui, il che non poteva certo far parte del nostro programma, ma tali da garantirci in modo assoluto da qualunque offesa. Un buon confine militare da assegnarsi all’ Italia dalla parte del Tirolo, cioè verso la regione germanica, imponeva senza discussione la scelta della linea che dallo Stelvio, risalendo il passo di Resia (Reschen) e seguendo il crinale delle Alpi Ve-noste e Passirie fino al Brennero, le Breonie e la Aurine fino alla Vetta d’ Italia, ripiegassero lungo la Busteria fino al passo di Toblac per ricongiungersi al confine della Carnia. Questa linea di confine, detta sommariamente del Brennero, fa parte di una tradizione storico-geografica addirittura secolare. La Vetta d’ Italia, il cui stesso nome ha un senso fatidico, deve servire da cittadella o contrafforte angolare dell’ intero confine che, formato da un immenso bastione di ghiacciai, non offre altre porte d’accesso che quelle di Resia e del Brennero a cui si può aggiungere la sella di Toblach o Dobbiaco dalla parte della Drava. I vantaggi militari connessi con questa linea di confine in confronto del vecchio confine trentino, impostoci dal '66, che offriva all’ invasore ben quattordici strade per fare irruzione in territorio italiano, sono evidenti : i punti vulnerabili del nuovo confine si riducono a tre, disposti anche assai meno favorevolmente per un assalitore proveniente dal nord, non soltanto per la maggiore altezza dei passi, ma per la loro lontananza dai centri strategici vitali dell’uno e dell altro versante e per la loro disposizione che non si presta alla manovra per linee interne, possibile invece nel grande triangolo trentino. Precedenti storici inoppugnabili confermavano quindi questa necessità di risalire fino alla linea delle alte creste e dei ghiacciai per fissarvi i termini estremi della nostra Nazione. Il limes italicus tracciato dai Romani comprendeva infatti tutta l’alta valle deH'Adige, ed essi erano così gelosi della tutela di que! confine, che durante 1’ Impero respinsero inesorabilmente le tribù