LE INDUSTRIE DI FIUME 191 avendo solide basi per assolvere nel miglior modo il compito affidatole. La Manifattura Tabacchi (Stabilimenti in città all’estremità del viale XVII Novembre). — Dava lavoro prima della guerra a circa 2000 persone tra opterai ed impiegati. Tale quantitativo si è ridotto negli anni d’armistizio a meno della metà, sebbene a varie riprese i govlemi provvisori di Fiume abbiano ottenuto concessioni di lavoro per conto dello Stato Italiano. Vi si confezionarono nel 1914 circa 33.000.000 di sigari, 440.000.000 di sigarette e più di 1.000.000 di Kg. di tabacco da pipa. La capacità di produzione dello Stabilimento può superare anche quella del 1914. La produzione degli ultimi tempi superava il fabbisogno locale per le ordinazioni dell’Italia. Con un completo macchinario, giacché le sigarette venivano per l’addietro confezionate a mano, secondo il sistema egiziano, per dare occupazione ad un maggior numero di operaie secondo le disposizioni del Governo ungherese, la Manifattura potrà aumentare la sua efficienza. Con l’annessione di Fiume all’Italia, la Manifattura Tabacchi passerà in Regìa dello Stato e potrà così stabilire una regolare produzione in gara d’emulazione con le Manifatture del Regno. La Pilatura di riso e Fabbrica d’Amido. — Sorta da oltre 30 anni ad iniziativa dell’ industriale fiumano ing. Luigi Ossoinack, con circa 650 operai nei tempi normali, produceva annualmente 500.000 quintali di riso brillato, 100.000 quintali di risetta, 100.000 quintali di crusca, 30.000 quintali d’amido di riso, produzione quest ultima attualmente sospesa e da riattivare. Passata poi al capitale ungherese, sono ora in corso trattative per la sua nazionalizzazione. Attualmente, occupando 250 operai, la produzione è tornata al 30% della produzione prebellica. La Pilatura di riso, destinata alla lavorazione del riso per esportazione nel retroterra e in Inghilterra, che le fornisce crediti in merci, fruendo °ggi della concessione di riduzione dei noli del 50% da parte del Governo italiano, ha riacquistato tutto il mercato jugoslavo (Bosnia, Vecchia Serbia, -ecc.); spedisce in Ungheria, Austria e Rumenia, assicurandosi gradualmente i mercati del retroterra. Potendo fruire di un più largo credito di istituti bancari, la Pilatura tornerà alla produzione normale. L Oleificio Fiumano, rilevato nel 1920 da capitalisti fiumani, attualmente in processo di riorganizzazionie, può mettere in com-